La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina aggravata a carico di tre persone, due esecutrici materiali e un complice, per un colpo in un ospedale. Le rapinatrici avevano minacciato un'infermiera con una pistola giocattolo e indossavano mascherine chirurgiche per nascondere il volto. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: l'uso di un'arma giocattolo, se non riconoscibile come tale, e l'utilizzo di una mascherina per travisare il volto, anche se obbligatoria per la pandemia, sono sufficienti a configurare le aggravanti. La percezione di pericolo della vittima è decisiva. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e la condanna è diventata definitiva.
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