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Art. 344-bis Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

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Altri anni per Art. 344-bis Codice di Procedura Penale

Querela per furto: chi può presentarla in negozio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente di un esercizio commerciale, come un cassiere, ha il diritto di presentare una querela per furto. Questo diritto deriva dalla sua "detenzione qualificata" dei beni e non richiede una delega formale dal proprietario. La Corte ha annullato una precedente decisione di un tribunale che aveva archiviato un caso per mancanza di una querela valida, chiarendo che la relazione di fatto del dipendente con la merce è sufficiente a legittimarlo come persona offesa. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Furto in abitazione: anche la casa vacanze è tutelata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione, commesso in una casa utilizzata solo occasionalmente. La Corte ha stabilito che la nozione di privata dimora, rilevante per il reato di furto in abitazione, si estende anche alle seconde case o case vacanze, in quanto luoghi destinati allo svolgimento di atti della vita privata, anche se non in modo continuativo. Gli altri motivi di ricorso, relativi all'assorbimento di una contravvenzione, alla prescrizione e alla concessione di attenuanti, sono stati ritenuti inammissibili o manifestamente infondati.
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Prescrizione e Riforma Orlando: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione rigetta un ricorso straordinario, chiarendo il calcolo della prescrizione per un reato contravvenzionale commesso nel 2019. Applicando i principi della "Prescrizione e Riforma Orlando", come stabilito dalle Sezioni Unite, la Corte ha calcolato il termine massimo, includendo la sospensione processuale, e ha concluso che il reato non era ancora estinto al momento della decisione impugnata. La sentenza sottolinea la corretta applicazione delle norme succedutesi nel tempo.
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Elezione di domicilio appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato, confermando l'inammissibilità del suo appello per la mancata elezione di domicilio appello. La sentenza sottolinea che, secondo la normativa applicabile all'epoca dei fatti (art. 581, comma 1-ter c.p.p.), la dichiarazione o elezione di domicilio deve essere contestuale all'atto di impugnazione o, in alternativa, deve esserci un richiamo esplicito a una dichiarazione precedente. La Corte ha ritenuto la norma non incostituzionale, in quanto volta a garantire la consapevole partecipazione dell'imputato al processo.
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