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Art. 339 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 339 Codice di Procedura Civile

Nullità cartella di pagamento: la Cassazione impone il merito in appello
L'Azienda ha contestato una cartella di pagamento per quasi 99.000 euro, sostenendo vizi nella notifica e nella forma dell'atto. Dopo un primo rigetto, la Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Azienda, annullando la sentenza di primo grado per difetto di motivazione, ma senza esaminare il merito della nullità della cartella di pagamento. L'Agenzia delle Entrate Riscossione ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il giudice d'appello, una volta annullata la sentenza di primo grado per vizi procedurali, deve comunque decidere nel merito della controversia. La Cassazione ha quindi cassato la sentenza e rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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IVA su TIA: la Cassazione conferma la natura tributaria
Una società di gestione dei rifiuti ha applicato l'IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA), spingendo un gruppo di cittadini a richiederne il rimborso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo in via definitiva che la TIA ha natura tributaria e non di corrispettivo per un servizio. Di conseguenza, l'applicazione dell'IVA su TIA è illegittima, poiché un tributo non può costituire la base imponibile per un'altra imposta. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Deduzione forfettaria costi: novità da Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15982/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali basati su indagini bancarie. Un imprenditore individuale, titolare di un'attività di raccolta di veicoli fuori uso, aveva subito un accertamento per maggiori ricavi derivanti da prelevamenti non giustificati. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su un punto cruciale: anche in caso di accertamento analitico-induttivo, deve essere riconosciuta una deduzione forfettaria dei costi relativi ai ricavi presunti. Questa decisione, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2023, sancisce che non è possibile tassare i ricavi presunti senza considerare i costi, anch'essi presunti, necessari per produrli.
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