La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo trovato in possesso di sostanze stupefacenti, rigettando il ricorso per detenzione ai fini di spaccio. La difesa sosteneva l'uso personale, ma i giudici hanno valorizzato elementi oggettivi insuperabili. In particolare, il sequestro ha riguardato un quantitativo pari a 227 dosi medie singole, già suddivise e pronte per la distribuzione. La mancanza di redditi leciti dell'imputato e le modalità di conservazione della sostanza in luoghi pubblici hanno rafforzato il convincimento della finalità di cessione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché privo di specificità, limitandosi a riproporre questioni di merito già risolte nei precedenti gradi di giudizio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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