La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato nei confronti di un custode giudiziario che si era appropriato del gasolio postogli in custodia. Il ricorrente, nominato custode dopo una precedente condanna per furto dello stesso carburante, aveva sottratto il gasolio da una cisterna e due fusti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo irrilevante la mancata apposizione di sigilli su parte dei beni e sottolineando come la sostituzione del gasolio con acqua dimostrasse la piena consapevolezza dell'illecito. Si tratta di un'importante pronuncia sul peculato del custode.
Continua »