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Art. 326 Codice di Procedura Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 326 Codice di Procedura Civile

Termine per ricorso in Cassazione: revocazione e ritardo fatale
Una società di servizi impugna l'esclusione da una gara d'appalto pubblica decisa dalla stazione appaltante a causa del coinvolgimento di un suo esponente in indagini per corruzione. Dopo il rigetto del Consiglio di Stato, la società propone prima un ricorso per revocazione e, successivamente, un ricorso in Cassazione. Le Sezioni Unite dichiarano inammissibile quest'ultimo ricorso perché tardivo. La Corte ribadisce che proporre la revocazione equivale a notificare la sentenza, facendo decorrere il termine per ricorso in Cassazione di sessanta giorni (termine breve). I giudici respingono anche la richiesta di rimessione in termini tramite l'istituto del prospective overruling, poiché non vi è stato alcun mutamento giurisprudenziale imprevedibile e sfavorevole sulle regole del processo. La società viene condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Giurisdizione locazioni PA: decide il giudice ordinario
Una società in-house di un ente pubblico ha avviato una procedura per la locazione di un immobile ad uso ufficio. Una delle società partecipanti, esclusa dalla scelta finale, ha impugnato gli atti. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il conflitto sulla giurisdizione locazioni PA, stabilendo la competenza del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che il contratto di locazione stipulato da un ente pubblico o da una sua società controllata ha natura privatistica e riguarda diritti soggettivi, anche se preceduto da una procedura di selezione competitiva.
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Legittimazione edilizia comproprietario: la Cassazione
Una società contesta la comunicazione di inizio lavori presentata da un comproprietario per opere su aree comuni. Il nodo centrale è la legittimazione edilizia del comproprietario e il riparto di giurisdizione. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il giudice amministrativo può valutare in via incidentale la titolarità a richiedere il permesso, senza invadere la giurisdizione del giudice ordinario, unico competente a decidere nel merito dei diritti di proprietà.
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