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Art. 326 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 326 Codice di Procedura Civile

Termine breve cassazione: effetti della revocazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un ente di riscossione contro un suo dipendente. La decisione si fonda sulla tardività del ricorso, poiché la notifica di una precedente istanza di revocazione aveva fatto decorrere il termine breve per l'impugnazione in Cassazione. La Corte ha chiarito che la proposizione di un mezzo di impugnazione implica la conoscenza legale della sentenza e avvia il termine breve per proporre anche altri rimedi, come il ricorso per cassazione.
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Perdita di chance: quando è risarcibile? La Cassazione
Una pubblica amministrazione era stata condannata dalla Corte d'Appello a risarcire una dipendente per perdita di chance, avendola esclusa da una selezione per ruoli dirigenziali. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo due principi chiave: in primo luogo, non si può lamentare l'esclusione da una procedura per cui mancano i requisiti fondamentali di partecipazione (in questo caso, la qualifica dirigenziale); in secondo luogo, il diritto al risarcimento per perdita di chance sorge solo in presenza di una concreta ed elevata probabilità di successo, non di una mera possibilità.
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Trattamento economico direttore amm.vo: no adeguamento
Un ex direttore amministrativo di un'azienda ospedaliera ha richiesto un adeguamento del proprio stipendio a quello dei dirigenti medici apicali. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo che il trattamento economico del direttore amministrativo è fissato al momento della stipula del contratto e non segue automaticamente gli aumenti previsti dai contratti collettivi per il personale medico, data la diversità dei ruoli e la natura a tempo determinato dell'incarico.
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Impugnazione senza motivazione: quando scade il termine
Una società appella una sentenza di primo grado, ma il giudice decede prima di depositarne le motivazioni. La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di impugnazione senza motivazione, il termine lungo per appellare decorre dal deposito del decreto presidenziale che attesta tale impossibilità, non da una notifica successiva. Di conseguenza, l'appello presentato oltre un anno dopo tale deposito è stato dichiarato tardivo e inammissibile.
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Indennità perequativa: Cassazione su medici universitari
Un gruppo di medici universitari ha richiesto l'adeguamento della loro indennità perequativa, basata su una normativa datata, per allinearla a quella dei dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, sostenendo che una nuova legge avesse superato la precedente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei medici, stabilendo un principio fondamentale: la vecchia normativa resta valida (principio di ultrattività) fino a quando la nuova disciplina non viene completamente e concretamente attuata dall'Azienda Ospedaliera. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Aziende cessate: salvaguardia negata per chiusura parziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il beneficio della c.d. "settima salvaguardia" pensionistica, previsto per i lavoratori di "aziende cessate", non si applica in caso di chiusura di una sola unità operativa. Il caso riguardava un lavoratore il cui datore di lavoro aveva perso un appalto, cessando l'attività solo in quella specifica sede. La Corte ha chiarito che l'interpretazione del termine deve essere restrittiva: l'azienda deve aver cessato completamente e definitivamente la propria attività, non solo una sua parte. Pertanto, ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva concesso il beneficio al lavoratore, rigettando la sua domanda originaria.
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