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Art. 32-quater Codice Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 32-quater Codice Penale

Peculato: guida alle pene accessorie e riforma 2019
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un tutore condannato per il reato di peculato continuato. La difesa contestava sia la ricostruzione dei fatti basata su irregolarità contabili, sia l'entità delle pene accessorie applicate. Mentre la responsabilità penale è stata confermata a causa della mancanza di giustificazioni per numerosi prelievi indebiti, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sulle sanzioni accessorie. Poiché i fatti sono avvenuti prima della riforma del 2019, l'applicazione dell'interdizione perpetua e dell'incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione è risultata illegittima. La Corte ha rideterminato l'interdizione in due anni, escludendo l'incapacità di contrattare.
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Corruzione per l’esercizio della funzione: il caso
La Corte di Cassazione analizza due casi di corruzione per l'esercizio della funzione a carico di un giudice tributario, intermediari e imprenditori. La sentenza chiarisce che il reato si perfeziona con il mero accordo per 'vendere' la funzione pubblica, anche senza compiere atti specifici. Nonostante le condanne siano state annullate per prescrizione, la Corte ha confermato i principi giuridici, condannando i ricorrenti al risarcimento dei danni civili.
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Concorso in peculato: la Cassazione sulla pena accessoria
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di concorso in peculato, distinguendolo dalla ricettazione. Un soggetto, pur estraneo alla pubblica amministrazione, è stato condannato per aver ricevuto somme di denaro illecitamente appropriate da un funzionario di banca incaricato di pubblico servizio. La Corte ha confermato la condanna principale, ritenendo cruciale la consapevolezza dell'imputato e il suo ruolo attivo, come l'apertura di un conto corrente dedicato. Tuttavia, ha annullato e rideterminato alcune pene accessorie applicate erroneamente dai giudici di merito, chiarendo i limiti di durata previsti dalla legge.
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Pene accessorie: motivazione obbligatoria nel patto
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di tre imputati contro una sentenza di patteggiamento per reati di associazione per delinquere e corruzione. Per due ricorrenti, la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alle pene accessorie, affermando che il giudice è tenuto a motivare specificamente l'applicazione di sanzioni non concordate tra le parti. Il ricorso del terzo imputato è stato dichiarato inammissibile per rinuncia.
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