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art. 32 d.P.R. n. 600 del 1973

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Detrazione IVA: la prova dei costi spetta al contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21553/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento fiscale. Nel caso di un fotografo sottoposto ad accertamento induttivo, l'Amministrazione Finanziaria aveva contestato maggiori ricavi. Sebbene i giudici di merito avessero ridotto la percentuale di ricarico applicata, avevano erroneamente riconosciuto in via automatica la detrazione IVA sui costi ricostruiti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia su questo punto, chiarendo che la detrazione IVA non è mai automatica e spetta al contribuente l'onere di provare, con documentazione specifica come le fatture, l'effettivo sostenimento dei costi e l'assolvimento dell'imposta a monte.
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Costi operazioni soggettivamente inesistenti: deducibili?
Un'azienda vinicola si è vista negare la deduzione di costi per acquisti da un fornitore fittizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20753/2025, ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo che in caso di costi da operazioni soggettivamente inesistenti, non è sufficiente che la merce sia reale. Il contribuente deve anche dimostrare la certezza e l'inerenza dei costi. La grave negligenza nei controlli sul fornitore è stata considerata prova della partecipazione alla frode, rendendo i costi indeducibili.
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