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Art. 319 Codice Penale — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 319 Codice Penale

Definizione agevolata: no al diniego per processo penale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria non può negare la definizione agevolata di una lite tributaria basandosi sulla mera pendenza di un procedimento penale a carico di uno dei giudici della sentenza impugnata. Finché la sentenza non è revocata, essa è valida e permette l'accesso alla sanatoria. Di conseguenza, il ricorso della contribuente è stato accolto e il giudizio dichiarato estinto.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente veniva raggiunto da avvisi di accertamento per redditi derivanti da capitali detenuti in Svizzera e non dichiarati. La Commissione Tributaria Regionale annullava gli atti, ritenendo scaduti i termini per l'accertamento. L'Amministrazione Finanziaria ricorreva in Cassazione, sostenendo l'applicabilità del raddoppio dei termini. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il raddoppio dei termini accertamento si applica anche quando la violazione fiscale è connessa a reati non specificamente tributari, ma che comunque comportano un obbligo di denuncia. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Reddito illecito: no tasse se c’è confisca penale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un reddito illecito non può essere tassato se la confisca penale è avvenuta prima dell'emissione dell'avviso di accertamento. Nel caso specifico, un contribuente aveva percepito proventi illeciti nel 2013, confiscati nel 2014. L'Agenzia delle Entrate ha emesso l'accertamento solo nel 2017. La Corte ha annullato la pretesa fiscale, chiarendo che il presupposto per la tassazione è il possesso effettivo del reddito. Poiché la confisca ha sottratto tale possesso al contribuente prima della richiesta del Fisco, l'imposta non è dovuta.
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Proventi illeciti: tassabili anche se da reato
Un contribuente, condannato per corruzione tramite patteggiamento, ha contestato la tassazione dei relativi proventi illeciti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, stabilendo che gli accertamenti contenuti nella sentenza penale definitiva, inclusa la data di commissione del reato, sono vincolanti nel successivo processo tributario. La motivazione della Commissione Tributaria Regionale, basata su tali accertamenti, è stata ritenuta pienamente valida e non meramente apparente.
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