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Art. 317-bis Codice Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 317-bis Codice Penale

Pena Accessoria Perpetua: Annullata per un Vizio di Notifica
Una persona condannata, soggetta a una pena accessoria perpetua come l'interdizione dai pubblici uffici, ne aveva chiesto la riduzione. La richiesta si basava su recenti sentenze della Corte Costituzionale contro gli automatismi sanzionatori. Il Tribunale aveva respinto la richiesta. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha annullato questa decisione non entrando nel merito della legittimità della sanzione, ma a causa di un grave errore procedurale: la mancata notifica dell'avviso di udienza al difensore. Questo vizio ha violato il diritto di difesa, rendendo nulla la decisione. Il caso dovrà essere nuovamente discusso dal Tribunale.
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Interdizione perpetua: quando scatta la sanzione
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione della interdizione perpetua dai pubblici uffici nei confronti di un amministratore di sostegno condannato per peculato. Nonostante il ricorso mirasse a ottenere una riduzione della pena accessoria a cinque anni, i giudici hanno ribadito che, in caso di reati omogenei legati dal vincolo della continuazione, la durata della sanzione accessoria deve essere parametrata alla pena complessiva inflitta. Poiché la reclusione totale superava i tre anni, la natura perpetua dell'interdizione è stata ritenuta legittima e conforme ai dettami costituzionali.
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Pena accessoria delitto tentato: si applica sempre?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46473 del 2023, ha stabilito che la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, prevista dall'art. 317-bis del codice penale, si applica anche in caso di condanna per un delitto in forma tentata, come la tentata concussione. Secondo i giudici, escludere la pena accessoria per il delitto tentato sarebbe illogico, poiché le esigenze di tutela del bene giuridico protetto (il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione) sono le medesime del reato consumato.
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