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Art. 316-bis Codice Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 316-bis Codice Penale

Assoluzione salva: tardiva l’eccezione di attribuzione del reato
Un cittadino affronta un processo penale per malversazione a danno dello Stato e ottiene una piena sentenza di assoluzione emessa da un giudice monocratico. La Procura Generale impugna il provvedimento contestando un vizio procedurale relativo alla corretta attribuzione del reato. Secondo l'accusa, la decisione spettava infatti al tribunale in composizione collegiale e non a un giudice singolo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso dell'accusa del tutto inammissibile. La legge prevede che l'errata ripartizione tra organo monocratico e collegiale debba essere eccepita prima della fine dell'udienza preliminare o negli atti introduttivi del dibattimento. L'accusa ha sollevato la questione in ritardo, determinando la decadenza dell'eccezione e confermando definitivamente l'assoluzione dell'imputato.
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Prescrizione e risarcimento: la Cassazione conferma
Con l'ordinanza 39940/2024, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la condanna al risarcimento del danno nonostante la prescrizione del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. La Corte ha ribadito che il giudice, pur dichiarando l'estinzione del reato per il decorso del tempo, deve valutare la sussistenza del fatto illecito ai fini delle statuizioni civili.
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Ricorso inammissibile: no al riesame dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un'imputata condannata in appello per reati di falso e frode. La Corte ha stabilito che il ricorso era inammissibile perché, invece di contestare vizi di legge, tentava di ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove, compito che non spetta alla Cassazione. Anche la richiesta di riduzione della pena è stata respinta per genericità.
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