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Art. 315 Codice di Procedura Penale

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Ingiusta detenzione: colpa grave e condotta reticente
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione di un ex assessore, assolto dalle accuse. La Corte ha stabilito che un comportamento reticente durante l'interrogatorio e la ricezione di messaggi da terzi non costituiscono automaticamente la 'colpa grave' necessaria per negare l'indennizzo, specialmente se la condotta oggettiva non era illecita. Il Ministero dell'Economia, che aveva fatto ricorso, è stato condannato a pagare le spese.
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Riparazione per ingiusta detenzione: la parola alla Cassazione
Un cittadino, assolto dall'accusa di tentata estorsione, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'uomo avesse contribuito alla propria carcerazione con colpa grave, basandosi su dichiarazioni rese in fase di indagine. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice della riparazione non può ignorare le motivazioni della sentenza di assoluzione, che avevano già giudicato quelle stesse dichiarazioni inattendibili. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Riparazione ingiusta detenzione: negata se c’è colpa
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di riparazione per ingiusta detenzione avanzata dall'erede di un imprenditore. Sebbene l'uomo fosse stato assolto, la sua condotta gravemente colposa, consistita nell'accettare un'anomala e ingente quantità di assegni, è stata ritenuta causa concorrente nell'indurre in errore l'autorità giudiziaria, giustificando così il diniego dell'indennizzo.
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Ingiusta Detenzione: Colpa Grave e Risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione presentata da un individuo, precedentemente assolto dall'accusa di intestazione fittizia di beni. La Corte ha stabilito che la sua condotta, consistita nell'essersi prestato come intestatario fittizio di un'impresa, costituisce 'colpa grave'. Tale comportamento, creando una falsa apparenza di illiceità, ha dato causa alla detenzione subita e, pertanto, esclude il diritto alla riparazione, a prescindere dalle azioni difensive intraprese dopo l'arresto.
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Ingiusta detenzione: niente risarcimento con colpa
Un soggetto, assolto dall'accusa di spaccio di cannabis light, ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Cassazione ha negato il risarcimento, stabilendo che l'acquisto di un ingente quantitativo di sostanza (100 kg) dopo una sentenza delle Sezioni Unite che ne chiariva l'illiceità, integra una condotta di colpa grave. Tale comportamento ha contribuito a creare l'apparenza del reato, escludendo il diritto all'indennizzo.
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