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Art. 304 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 304 Codice di Procedura Civile

Fallimento e interruzione del processo: vince il lavoratore
Un lavoratore ha impugnato il proprio licenziamento, ritenuto poi inefficace dai giudici d'appello. Durante la causa, la società datrice di lavoro è fallita, ma l'attività era già stata ceduta a un'altra azienda. Quest'ultima ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata interruzione del processo a seguito del fallimento della cedente. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il principio stabilito chiarisce che l'automatico effetto dell'interruzione del processo per fallimento tutela esclusivamente la parte colpita dall'evento. Di conseguenza, solo il curatore fallimentare o la società fallita possono far valere la nullità della prosecuzione del giudizio, mentre il terzo acquirente non ha la legittimazione per eccepire tale vizio. Vince il lavoratore, che mantiene il diritto al risarcimento.
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Trasferimento d’azienda: i termini per riassumere
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di licenziamento e successivo trasferimento d'azienda. L'ordinanza chiarisce due punti cruciali: primo, il termine per riassumere un processo interrotto a causa del fallimento di una parte decorre dalla conoscenza legale dell'evento (come una dichiarazione in udienza), non da una conoscenza informale. Secondo, in un trasferimento d'azienda, la sentenza contro l'impresa cedente si estende a quella cessionaria, che subentra nel rapporto di lavoro, a patto che sia dimostrata la continuità gestionale.
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Restituzione indebito pubblico impiego: quando è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affermato un principio cruciale in materia di restituzione indebito pubblico impiego. Un Comune aveva richiesto a un proprio dirigente la restituzione dei 'diritti di rogito' percepiti per anni, poiché tale compenso non era previsto dal contratto collettivo applicabile. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che qualsiasi emolumento erogato a un dipendente pubblico deve trovare fondamento esclusivo nella contrattazione collettiva. I pagamenti effettuati al di fuori di tale cornice sono considerati 'sine titulo' e devono essere restituiti, anche se percepiti in buona fede.
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