La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni a carico di tre comproprietari che avevano bloccato l'accesso a una strada apponendo un lucchetto e motorizzando un cancello, impedendo così il passaggio al vicino. La Corte ha ritenuto che tale condotta costituisca 'violenza sulla cosa', poiché ne muta la destinazione d'uso e ostacola l'esercizio di un diritto altrui. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, respingendo tutte le eccezioni procedurali e di merito sollevate dagli imputati.
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