La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso proposto dal difensore di alcuni familiari ed eredi contro il diniego di revoca della confisca di due immobili. I beni erano stati sottratti a seguito della condanna definitiva di un congiunto per sproporzione patrimoniale. I familiari lamentavano la titolarità legittima degli immobili e la distanza temporale tra gli acquisti e i reati contestati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il difensore dei terzi interessati non ha depositato la necessaria procura speciale. Di conseguenza, i giudici non hanno esaminato le contestazioni patrimoniali e hanno confermato la perdita definitiva degli immobili, condannando i ricorrenti alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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