La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito al risarcimento dei danni in favore degli eredi di un investitore anziano. La banca aveva venduto titoli di Stato argentini altamente rischiosi a un pensionato di 79 anni privo di esperienza finanziaria, violando gli obblighi informativi. La sentenza ribadisce la responsabilità della banca per investimenti rischiosi quando non acquisisce il consenso scritto del cliente per operazioni inadeguate. La Suprema Corte ha chiarito che la richiesta di risarcimento danni è autonoma rispetto alla risoluzione del contratto. Inoltre, ha stabilito che nel risarcimento, inteso come debito di valore, sono implicitamente inclusi la rivalutazione monetaria e gli interessi compensativi, necessari per coprire il mancato guadagno causato dal ritardo nel pagamento. La banca perde il ricorso e deve pagare le spese di giudizio.
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