L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società proprietaria di cinque immobili a Roma, contestando l'annullamento della rivalutazione catastale decisa dai giudici di merito. L'ufficio tributario aveva aumentato il valore degli immobili basandosi sulla sola collocazione in una microzona centrale riqualificata. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del fisco, confermando che la revisione del classamento catastale richiede una motivazione rigorosa, specifica e concreta. Non basta fare riferimento alla generale evoluzione del mercato immobiliare o a formule astratte. L'amministrazione deve dimostrare nel dettaglio quali trasformazioni urbane abbiano rivalutato la zona e come queste abbiano effettivamente inciso sulle caratteristiche intrinseche dei singoli immobili del contribuente. Vince la società proprietaria, che mantiene la rendita catastale originaria senza aumenti ingiustificati.
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