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Art. 3 Costituzione — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 3 Costituzione

Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando la sua giurisprudenza costante sull'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legislativa specifica che non può essere surrogata dall'autonomia regolamentare dell'ente. La decisione rafforza la tutela dei pensionati contro prelievi non previsti dalla legge.
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Prescrizione Pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro un suo iscritto. La controversia riguardava il ricalcolo della pensione secondo il principio del pro rata e il termine di prescrizione per la restituzione delle somme trattenute. La Corte ha confermato la sua giurisprudenza costante: per le azioni di ripetizione di indebito, come nel caso di somme pensionistiche erroneamente trattenute, si applica la prescrizione pensione decennale e non quella quinquennale prevista per le prestazioni previdenziali.
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Contributo di solidarietà: Cassazione conferma stop
Una Cassa di previdenza privata impone un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Cassa, ribadendo l'illegittimità del prelievo in quanto non previsto dalla legge e al di fuori dei poteri autonomi dell'ente.
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Incarichi non autorizzati: la Cassazione decide
Un ex dirigente pubblico ha svolto incarichi esterni senza l'approvazione della sua amministrazione. La Corte di Cassazione ha confermato il suo obbligo di restituire tutti i compensi percepiti, chiarendo che si tratta di una violazione contrattuale del dovere di fedeltà. Questa qualificazione comporta l'applicazione della prescrizione decennale e non quinquennale. La Corte ha stabilito che gli incarichi non autorizzati come Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) in arbitrati rientrano in tale divieto, poiché il CTU agisce come ausiliario privato e non come pubblico ufficiale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La decisione si fonda sul principio che le Casse privatizzate non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, una prerogativa riservata esclusivamente al legislatore statale. L'autonomia gestionale degli enti non consente di derogare a norme imperative e di imporre trattenute su trattamenti pensionistici già determinati e acquisiti.
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Contratto regionale: inammissibile appello in Cassazione
Un ente pubblico ricorre in Cassazione contro la sentenza che riconosceva differenze retributive a un dipendente sulla base di un contratto collettivo regionale. La Corte dichiara l'appello inammissibile, poiché la violazione di un contratto regionale non è un motivo di ricorso valido, a differenza dei contratti nazionali. L'interpretazione del contratto regionale è riservata al giudice di merito.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una Cassa previdenziale privatizzata sulle pensioni. La Corte ha stabilito che l'introduzione di un tale prelievo spetta solo alla legge e non rientra nei poteri autonomi degli enti, ordinando la restituzione delle somme trattenute al pensionato.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei propri iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non rientra nei poteri regolamentari autonomi dell'ente previdenziale. Di conseguenza, il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione decennale.
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Contributo solidarietà illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre un contributo di solidarietà sulle pensioni in essere basandosi sulla propria autonomia regolamentare. Tale prelievo, configurandosi come prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica previsione di legge. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Lavoro subordinato PA: la prova della subordinazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice che, dopo un contratto di somministrazione e una serie di contratti di collaborazione (co.co.co.) con un Comune, chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, non trovando prove sufficienti del vincolo di subordinazione. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della lavoratrice. È stato sottolineato che, per qualificare un rapporto come lavoro subordinato, non basta la reiterazione dei contratti, ma è necessario dimostrare con prove concrete l'assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, elementi che nel caso di specie sono risultati mancanti.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32295/2024, ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per i facchini soci di cooperativa non può essere agganciato alla retribuzione effettiva. La Corte ha affermato il principio "lex posterior generalis non derogat priori speciali", sostenendo che la disciplina speciale prevista dall'art. 42 del d.P.R. 1124/1965 non è stata tacitamente abrogata dalle successive leggi generali sul lavoro in cooperativa. La modifica di tale premio richiede un apposito decreto ministeriale, non essendo sufficiente una circolare dell'INAIL.
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Anzianità aziendale: cumulo tra aziende diverse?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento dell'indennità di mobilità sommando i periodi di servizio prestati presso due diverse società dello stesso gruppo. La Corte ha ribadito che il requisito dell'anzianità aziendale, previsto dalla legge, deve essere maturato interamente presso l'unico datore di lavoro che avvia la procedura di licenziamento collettivo, salvo i casi tassativi di trasferimento d'azienda o fusione. Questa regola non è considerata discriminatoria, ma una scelta ragionevole del legislatore.
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Restituzione CIGS: obbligo di comunicazione attività
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un pilota a cui era stata richiesta la restituzione della CIGS per non aver comunicato un'attività formativa all'estero. L'ordinanza chiarisce che quando la formazione è propedeutica all'assunzione, si considera attività lavorativa e va comunicata. La Corte ha inoltre confermato che l'importo da restituire è quello netto effettivamente percepito dal lavoratore.
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Licenziamento sproporzionato: quando c’è solo l’indennità
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una dipendente licenziata per un'aggressione verbale a una cliente. La Corte ha confermato che si è trattato di un licenziamento sproporzionato, ma ha negato il diritto al reintegro. La motivazione risiede nel fatto che la condotta, pur non essendo così grave da giustificare il licenziamento, non era nemmeno riconducibile a quelle ipotesi per cui il contratto collettivo prevede esplicitamente una sanzione conservativa (come una multa). Di conseguenza, alla lavoratrice spetta solo la tutela risarcitoria, consistente in un'indennità economica.
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Premio speciale unitario: no al calcolo sulle retribuzioni
Una cooperativa di facchinaggio ha contestato la pretesa dell'INAIL di calcolare il premio assicurativo sulla base delle retribuzioni effettive. La cooperativa sosteneva l'applicabilità del regime del "premio speciale unitario", un importo fisso svincolato dai salari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cooperativa, stabilendo che la normativa speciale che istituisce il premio fisso non è stata abrogata dalle successive leggi generali sulla retribuzione. Di conseguenza, la Corte d'Appello aveva errato nel creare un sistema di calcolo ibrido, e la sua sentenza è stata annullata con rinvio.
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Premio speciale unitario: la Cassazione decide
La Cassazione stabilisce che il 'premio speciale unitario' per le cooperative di facchinaggio non è stato abrogato dalla normativa del 2001 sulla retribuzione. La disciplina speciale prevale su quella generale (lex specialis derogat legi generali), e non può essere applicato un calcolo basato sulla retribuzione effettiva per il periodo contestato. La modifica del regime richiede un apposito decreto ministeriale.
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Licenziamento giusta causa per reati extralavorativi
Un dipendente di un'azienda di servizi pubblici è stato licenziato per giusta causa a seguito di una condanna penale definitiva per reati di truffa e falso. Tali reati erano stati commessi prima della sua assunzione a tempo indeterminato, ma la condanna è divenuta irrevocabile durante il rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, stabilendo che anche una condotta extralavorativa pregressa può irrimediabilmente compromettere il vincolo fiduciario, specialmente quando il lavoratore svolge mansioni che richiedono un elevato grado di affidabilità, come quelle di un portalettere.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa previdenziale privata ai propri pensionati in assenza di una specifica norma di legge. Trattandosi di una prestazione patrimoniale imposta, essa ricade nella riserva di legge prevista dalla Costituzione. Di conseguenza, è stato confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione decennale.
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Licenziamento dirigente: demansionamento e giustificatezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il licenziamento di un dirigente è ingiustificato se motivato dalla soppressione di una posizione lavorativa alla quale il dipendente era stato illegittimamente assegnato a seguito di un demansionamento. In questo caso, il datore di lavoro non può trarre vantaggio dal proprio precedente comportamento illecito per giustificare il recesso. La Corte chiarisce inoltre la distinzione tra licenziamento "invalido" e meramente "ingiustificato" ai fini dell'applicazione dei termini di decadenza per l'impugnazione.
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Assegno di natalità: illegittimo negarlo a stranieri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11438/2025, ha stabilito che l'assegno di natalità deve essere concesso anche ai cittadini extracomunitari che non possiedono un permesso di soggiorno di lungo periodo. Basandosi su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale (sent. n. 54/2022), ha dichiarato illegittima la norma che limitava il beneficio, estendendolo a tutti gli stranieri autorizzati a lavorare in Italia, in quanto la precedente esclusione era discriminatoria e violava i principi costituzionali di uguaglianza e di sostegno alla famiglia.
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