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Art. 3 Codice di Procedura Penale — Sezione Lavoro Civile

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Licenziamento giusta causa: quando è tempestivo?
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa a seguito di una falsa attestazione della presenza in servizio. Il dipendente ha impugnato il licenziamento, sostenendo la tardività della contestazione disciplinare. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, chiarendo che il termine per la contestazione decorre dal momento in cui il datore di lavoro acquisisce una conoscenza piena e certa dei fatti. Nel caso specifico, tale momento è stato identificato con la ricezione della comunicazione di conclusione delle indagini preliminari. La Corte ha inoltre ribadito che l'elenco delle infrazioni punibili con il licenziamento previsto dai contratti collettivi ha carattere esemplificativo e non tassativo.
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Licenziamento disciplinare: quando è illegittimo?
Un dipendente pubblico veniva licenziato per due assenze dal luogo di lavoro non registrate. La Corte d'Appello ha annullato i licenziamenti, ritenendo la prima assenza giustificata da esigenze di servizio e la seconda da una situazione di necessità (soccorso a un collega). L'Amministrazione ha presentato ricorso in Cassazione, che lo ha dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito di non poter riesaminare nel merito la valutazione dei fatti e delle prove, compito esclusivo del giudice di merito, confermando così l'illegittimità del licenziamento disciplinare.
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