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Art. 2959 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 2959 Codice Civile

Azienda fallita? La nuova società paga i debiti del lavoratore
Un lavoratore ha chiesto a una nuova azienda il pagamento di stipendi arretrati, maturati anche con i precedenti datori di lavoro poi falliti. La Cassazione ha confermato il principio di responsabilità solidale nel trasferimento d'azienda, stabilendo che la nuova società, anche se subentrata tramite affitto d'azienda, deve rispondere dei debiti pregressi. La Corte ha chiarito che il lavoratore può agire in un tribunale ordinario contro la società 'in bonis' (non fallita), senza dover partecipare alla procedura fallimentare dei vecchi datori. La difesa dell'azienda, basata sulla prescrizione, è stata respinta perché contraddittoria. Il lavoratore ha quindi vinto la causa, ottenendo il pagamento dei suoi crediti.
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Prescrizione presuntiva: il curatore non può ignorare
Una lavoratrice si oppone al rigetto della sua richiesta di ammissione al passivo fallimentare per retribuzioni non pagate. La Corte di Cassazione, riformando la decisione del Tribunale, chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione presuntiva: se il curatore fallimentare, a cui è stato deferito giuramento decisorio, dichiara di non sapere se il pagamento sia avvenuto, tale dichiarazione equivale a un mancato giuramento e va a vantaggio del creditore, superando la presunzione di avvenuto pagamento.
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Prescrizione crediti lavoro pubblico: la Cassazione
Un medico con contratti di collaborazione con un ospedale pubblico ottiene la riqualificazione del rapporto. La Cassazione interviene sulla prescrizione crediti lavoro pubblico, stabilendo che decorre durante il rapporto, anche se precario, annullando la decisione d'appello e fissando un principio chiave per i rapporti con la Pubblica Amministrazione.
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Ricorso per cassazione: i motivi di inammissibilità
Un datore di lavoro, condannato in primo e secondo grado al pagamento di differenze retributive a una ex dipendente, ha presentato ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e infondato su tutti i fronti. La decisione evidenzia l'importanza del rispetto dei requisiti formali e procedurali, come l'onere di produrre i contratti collettivi invocati e il divieto di censurare il merito in presenza di una 'doppia conforme'. Inoltre, chiarisce che contestare i calcoli del credito equivale ad ammettere l'esistenza del debito, rendendo inefficace l'eccezione di prescrizione presuntiva.
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