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Art. 2929 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 2929 Codice Civile

Notifica all’associazione: la sede errata fa perdere l’immobile
Un'associazione no-profit ha impugnato la vendita all'asta di un suo immobile, sostenendo che la notifica del pignoramento fosse nulla perché inviata alla vecchia sede. L'ente sosteneva che il cambio di indirizzo fosse noto poiché comunicato all'Agenzia delle Entrate e iscritto nel Registro delle ONLUS. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica all'associazione presso la vecchia sede è pienamente valida ed efficace. Per le associazioni riconosciute, infatti, solo l'iscrizione nel Registro delle Persone Giuridiche garantisce la pubblicità legale necessaria a rendere opponibile il cambio di sede ai terzi creditori. Di conseguenza, l'opposizione è stata dichiarata tardiva e infondata, confermando la legittimità della vendita dell'immobile in favore degli acquirenti.
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Licenziamento giusta causa: la prova indiziaria basta?
Un dirigente commerciale estero viene licenziato per giusta causa da un'azienda produttrice di tabacco per il suo presunto coinvolgimento in spedizioni fittizie volte all'evasione fiscale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, basato su prove indiziarie provenienti da indagini penali. L'ordinanza stabilisce che l'utilizzo di tali elementi non costituisce un'inversione dell'onere della prova a carico del datore di lavoro. Inoltre, è stata confermata la condanna del dirigente al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale (danno all'immagine) subito dall'azienda, quantificato anche in via equitativa sulla base della notorietà mediatica della vicenda.
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Prova rapporto di lavoro: onere a carico del lavoratore
Un lavoratore si oppone all'esclusione del suo credito da lavoro dallo stato passivo di una società fallita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 78/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'onere della prova del rapporto di lavoro subordinato grava interamente sul lavoratore che intende far valere il proprio credito. La Corte ha chiarito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove già esaminate dal giudice di merito.
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