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Art. 2929-bis Codice Civile — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 2929-bis Codice Civile

Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte: nuora condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei mesi di reclusione per una donna accusata di concorso in sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Il suocero, gravato da ingenti debiti fiscali per oltre 144.000 euro, aveva trasferito denaro sul conto della nuora per acquistare un immobile, poi concesso in comodato gratuito allo stesso suocero. La difesa sosteneva la tesi della donazione familiare e la mancanza di dolo. I giudici hanno invece ritenuto l'operazione un espediente fraudolento per svuotare il patrimonio del debitore e sottrarlo alla riscossione esattoriale. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che il reato è di pericolo e si perfeziona con il compimento di atti idonei a ostacolare il recupero del credito erariale, indipendentemente dal successo dell'evasione.
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Sottrazione fraudolenta: donazione tra Onlus per eludere il Fisco
La Cassazione ha confermato la condanna per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte a carico di due associati di una onlus. Dopo aver ricevuto un verbale di accertamento fiscale, avevano donato gli immobili dell'ente a un'altra onlus da loro stessi controllata. Secondo i giudici, questo trasferimento, sebbene non simulato, era finalizzato a rendere più difficile la riscossione del debito da parte dell'Erario. L'operazione è stata ritenuta fraudolenta a causa della stretta tempistica e della coincidenza dei soggetti controllanti le due entità. La Corte ha stabilito che per questo reato è sufficiente creare un pericolo per la riscossione.
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Sottrazione fraudolenta: donazioni familiari e confisca
La Corte di Cassazione conferma la condanna per sottrazione fraudolenta a carico di un soggetto che aveva donato plurimi immobili a moglie, figlio e nipote. La Corte ha chiarito che per configurare il reato non è necessaria una procedura di riscossione in atto, essendo sufficiente che gli atti dispositivi siano oggettivamente idonei a renderla inefficace. La pluralità delle donazioni, la loro gratuità, la tempistica successiva a verifiche fiscali e il rapporto familiare con i beneficiari sono stati ritenuti chiari indizi dell'intento fraudolento, giustificando la condanna e la confisca dei beni.
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