La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro tabacco per un valore di 16.800 kg, qualificati come 'cascame'. L'indagato sosteneva che non si trattasse di 'tabacco da fumo' tassabile, in quanto non preparato per la vendita al minuto. La Corte, tuttavia, ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale: l'indagato non aveva un interesse giuridicamente tutelato a chiedere la restituzione dei beni, che erano destinati a una società terza per la quale non agiva come legale rappresentante. La decisione sottolinea l'importanza della legittimazione ad agire nei ricorsi.
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