LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2909 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 34 di 34

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Revocatoria ordinaria: vincolo di destinazione e onere
Un fallimento agisce in revocatoria ordinaria contro un vincolo di destinazione e una donazione posti in essere da un ex sindaco della società fallita a favore delle figlie. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei familiari, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva qualificato gli atti come gratuiti. La Suprema Corte ha sanzionato la proposizione di questioni nuove in sede di legittimità e la mancata impugnazione di tutte le ragioni fondanti la decisione di merito sulla consapevolezza del pregiudizio (scientia damni) in capo al disponente.
Continua »
Fideiussione affitto d’azienda: quali limiti?
Una società cooperativa ha citato in giudizio l'affittuaria di un'azienda e il suo fideiussore per inadempimenti contrattuali, tra cui il mancato pagamento dei canoni e danni al complesso aziendale. La Corte di Cassazione, intervenendo sul caso, ha chiarito i limiti della **fideiussione affitto d'azienda**, stabilendo che la garanzia, se non diversamente specificato, copre le obbligazioni predeterminate come i canoni, ma non si estende automaticamente a eventi futuri e incerti come il risarcimento per danni ai beni aziendali. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso principale solo per la non corretta liquidazione delle spese legali d'appello, cassando la sentenza su quel punto e rideterminando gli importi.
Continua »
Interruzione automatica del processo: la Cassazione chiarisce
Una società citata in giudizio per un finanziamento auto non pagato si è trovata al centro di una complessa vicenda processuale. Il caso, giunto in Cassazione, ha offerto l'occasione per chiarire un punto cruciale della procedura civile: la decorrenza dei termini in caso di interruzione automatica del processo per morte del difensore. La Corte ha stabilito che, a differenza delle interruzioni non automatiche, il termine trimestrale per la riassunzione decorre non dalla conoscenza di fatto dell'evento, ma dalla comunicazione dell'ordinanza che dichiara formalmente l'interruzione. La sentenza ha anche affrontato le conseguenze dell'appello proposto solo da alcuni condebitori solidali, confermando che la sentenza passa in giudicato per chi non impugna.
Continua »
Arricchimento senza causa: no se immobile pignorato
Una società sublocatrice ha agito contro la subconduttrice per un importo a titolo di ingiustificato arricchimento, dopo che la sua pretesa per canoni di locazione era stata respinta a causa di un pignoramento sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione di arricchimento senza causa non è ammissibile in questo contesto. Il diritto di riscuotere i canoni o l'indennità di occupazione di un bene pignorato spetta esclusivamente al custode giudiziario. Di conseguenza, il locatore non subisce alcun impoverimento e non può agire contro l'inquilino, il cui obbligo di pagamento è verso la procedura esecutiva e non verso il locatore stesso.
Continua »
Azione revocatoria donazione: la decisione della Corte
Una creditrice ha avviato un'azione revocatoria per una donazione fatta dal fratello defunto ai propri figli. Poiché uno dei beni donati era in comunione legale, è stata coinvolta anche la moglie del defunto. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'azione, rigettando le eccezioni sulla mancanza di legittimazione passiva della moglie e sulla necessità di coinvolgere tutti gli eredi, i quali avevano rinunciato all'eredità. L'ordinanza chiarisce i presupposti per l'azione revocatoria in contesti familiari complessi.
Continua »
Clausola fideiussione consumatore: nullità e tutele
La Corte di Cassazione conferma la nullità della clausola di deroga all'art. 1957 c.c. in una fideiussione stipulata da un consumatore. Tale clausola fideiussione consumatore è ritenuta vessatoria perché crea un significativo squilibrio a danno del garante. La pronuncia estingue la garanzia e, di conseguenza, determina il rigetto di un'azione revocatoria basata sul medesimo credito, ormai dichiarato inesistente con efficacia di giudicato.
Continua »
Responsabilità solidale ATI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione esamina il caso di un architetto, membro di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI), ritenuto responsabile per l'inadempimento della società capogruppo in un appalto pubblico. L'ordinanza conferma la vigenza della responsabilità solidale tra i membri dell'ATI e chiarisce che un bene in un fondo patrimoniale può essere pignorato per debiti professionali se il debitore non prova la loro estraneità ai bisogni familiari. La Corte rigetta il ricorso del professionista, consolidando principi chiave in materia di appalti e tutele patrimoniali.
Continua »
Inammissibilità appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una decisione di inammissibilità appello. Il caso riguarda una condanna per danni derivanti da circonvenzione di incapace. La Corte chiarisce che, a seguito della declaratoria di inammissibilità dell'appello per mancanza di ragionevole probabilità di accoglimento, non è possibile denunciare in Cassazione l'omesso esame di un fatto decisivo, come previsto dall'art. 348-ter c.p.c.
Continua »
Giudicato esterno e frasi offensive: la Cassazione
Un professionista citava in giudizio un collega per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da espressioni offensive contenute nei suoi atti difensivi. Una precedente sentenza, passata in giudicato, aveva già accertato la natura offensiva e non pertinente di tali frasi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice del merito, nel successivo giudizio risarcitorio, non poteva riesaminare la questione, essendo vincolato dal cosiddetto giudicato esterno. La sentenza impugnata è stata quindi cassata per aver ignorato questo principio fondamentale.
Continua »
Arricchimento senza causa: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'azione di arricchimento senza causa. In un caso riguardante un patto fiduciario su immobili, dichiarato nullo per difetto di forma, l'azione è stata ritenuta inammissibile. La Corte ha spiegato che la nullità riguardava solo l'effetto traslativo, non quello obbligatorio. Pertanto, esisteva un altro rimedio (l'azione risarcitoria per inadempimento del patto) che precludeva il ricorso all'azione sussidiaria di arricchimento senza causa.
Continua »
Efficacia riflessa del giudicato: i limiti verso terzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20271/2025, ha stabilito che l'efficacia riflessa del giudicato non può estendersi al terzo cessionario di un credito se questi non ha partecipato al processo. Nel caso specifico, una società aveva acquisito dei crediti derivanti da un contratto di consulenza. Successivamente, una sentenza, emessa in un giudizio a cui la società cessionaria era estranea, ha dichiarato la risoluzione del contratto originario. La Cassazione ha chiarito che tale sentenza non può pregiudicare i diritti del cessionario, il cui diritto di credito era sorto autonomamente prima dell'instaurazione del giudizio di risoluzione. La Corte ha quindi cassato la decisione d'appello, affermando che estendere gli effetti della sentenza violerebbe il diritto di difesa del terzo.
Continua »
Motivo illecito comune: nullità del contratto
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto di cessione di ramo d'azienda a causa di un motivo illecito comune alle parti. L'operazione mirava a svuotare il patrimonio di una società a danno dei creditori. L'ordinanza chiarisce i poteri del giudice di rinvio e i criteri per accertare la comunanza del fine illecito, rigettando il ricorso e sottolineando che la valutazione dei fatti è preclusa in sede di legittimità.
Continua »
Responsabilità gestore impianto sportivo: il caso
Un golfista veniva infortunato da un altro giocatore durante una partita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che stabiliva la responsabilità gestore impianto sportivo in solido con il giocatore che ha materialmente causato il danno. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso delle associazioni sportive, ribadendo che la gestione di un campo da golf può essere qualificata come attività pericolosa e che la mancata adozione di idonee misure di sicurezza fonda una corresponsabilità del club nella causazione dell'evento dannoso.
Continua »
Prova presuntiva: i requisiti secondo la Cassazione
In una disputa familiare su un affitto agrario, la Cassazione ha annullato una decisione di merito basata su una prova presuntiva. La Corte ha stabilito che il giudice deve seguire un rigoroso percorso logico, esplicitando i caratteri di gravità, precisione e concordanza dei fatti noti e le inferenze che portano al fatto ignoto, cosa che nel caso di specie non era avvenuta.
Continua »
Ricorso inammissibile: l’obbligo di esposizione chiara
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa di una esposizione dei fatti frammentaria, incompleta e oscura. La decisione sottolinea come il mancato rispetto del requisito di chiarezza previsto dall'art. 366 c.p.c. impedisca alla Corte di esaminare nel merito le censure, ribadendo che il ricorso deve essere autosufficiente e permettere una piena comprensione della controversia senza dover consultare altri atti.
Continua »
Separazione patrimoniale: la Cassazione chiarisce
Una società di gestione del risparmio (SGR) si opponeva a un'esecuzione forzata, sostenendo che il debito non fosse suo ma del fondo gestito, in virtù del principio di separazione patrimoniale. La Corte di Cassazione, pur dichiarando la cessazione della materia del contendere per l'annullamento del titolo esecutivo in un altro giudizio, ha analizzato il caso secondo il principio della soccombenza virtuale. Ha stabilito che l'opposizione sarebbe stata rigettata, poiché il titolo esecutivo condannava in modo inequivocabile la SGR a titolo personale e non quale gestore del fondo, impedendo un'interpretazione esterna del provvedimento.
Continua »