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Art. 290 Codice Penale — Sezione Prima Penale

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Militare condannato per vilipendio delle istituzioni su Facebook
Un militare ha pubblicato su Facebook un commento offensivo contro il Ministro dell'Interno e i magistrati, definendo l'operato del primo come "stronzate" e i secondi come "comunisti". Accusato di vilipendio delle istituzioni, l'uomo è stato condannato in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo il ricorso del militare. I giudici hanno stabilito che le espressioni utilizzate superano ampiamente i limiti del diritto di critica, risolvendosi in un insulto gratuito privo di qualsiasi intento costruttivo. L'appartenenza alle Forze Armate aggrava la condotta, poiché lede il prestigio e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese.
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Particolare tenuità del fatto: no se vilipendio online
Un cittadino è stato condannato per vilipendio all'Arma dei Carabinieri per un post offensivo su un social network. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, negando l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La decisione si fonda sulla gravità della condotta, amplificata dalla diffusione online e dalla possibilità di identificare gli agenti coinvolti, rendendo irrilevante la successiva cancellazione del post.
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Vilipendio militare: critica e offesa sui social
Un sergente dell'esercito è stato condannato per vilipendio militare a causa di frasi offensive contro lo Stato pubblicate sui social media. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il diritto di critica politica, anche per un militare, non giustifica l'uso di un linguaggio gratuitamente volgare e denigratorio. La Corte ha inoltre confermato la legittimità costituzionale del trattamento sanzionatorio più severo previsto per il vilipendio militare rispetto all'analogo reato commesso da un civile, in virtù del particolare dovere di fedeltà che lega i membri delle Forze Armate alle istituzioni.
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