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Art. 29 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 29 Codice di Procedura Penale

Conflitto di competenza: Evasione dagli arresti, dove si giudica?
La Corte di Cassazione ha risolto un `conflitto di competenza` tra due tribunali riguardante un Imputato agli arresti domiciliari in provincia di Arezzo. L'Imputato non è rientrato nel luogo di detenzione dopo un'autorizzazione a testimoniare altrove, configurando il reato di evasione. Il primo Tribunale ha sollevato il conflitto. La Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale per il reato di evasione si radica nel luogo dove il soggetto avrebbe dovuto trovarsi in detenzione domiciliare. Pertanto, ha dichiarato la competenza del Tribunale di Arezzo, al quale sono stati trasmessi gli atti per la prosecuzione del giudizio.
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Conflitto negativo di competenza: la decisione della Cassazione
Un uomo condannato per maltrattamenti ottiene la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità e successivamente richiede la liberazione anticipata. Il Magistrato di Sorveglianza rigetta l'istanza dichiarandola inammissibile per la genericità dei contenuti. Il Tribunale ordinario, investito della stessa richiesta, rifiuta di decidere e solleva un conflitto negativo di competenza dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, sostenendo la competenza esclusiva della magistratura di sorveglianza. I giudici di legittimità dichiarano insussistente il conflitto negativo di competenza. Il primo giudice ha già emanato un provvedimento definitivo sull'istanza, impedendo qualsiasi blocco o stallo della procedura giudiziaria.
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Conflitto di competenza: traduzione omessa e rinvio degli atti
Il Tribunale di Prato ha dichiarato nullo un decreto penale di condanna e il successivo giudizio immediato perché gli atti non erano stati tradotti nella lingua degli imputati stranieri, restituendo il fascicolo al Giudice per le indagini preliminari. Quest'ultimo ha sollevato un conflitto di competenza, ritenendo la restituzione un atto anomalo. La Corte di Cassazione ha rilevato che la questione sulla competenza era già stata decisa in precedenza con una propria sentenza dello stesso anno per lo stesso procedimento. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato cessato il conflitto di competenza, confermando che la precedente decisione ha già risolto in via definitiva quale fosse il giudice competente a celebrare il processo.
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Pena sostitutiva e studio all’estero: il Giudice autorizza
Un condannato a lavori di pubblica utilità chiede un'autorizzazione per recarsi all'estero per motivi di studio. La sua richiesta genera un conflitto di competenza tra il Tribunale che ha emesso la sentenza e il Magistrato di Sorveglianza. La Corte di Cassazione chiarisce che la competenza per la modifica prescrizioni pena sostitutiva spetta al giudice che ha inflitto la pena. Tuttavia, il conflitto viene dichiarato insussistente perché lo stesso Tribunale, dopo un primo diniego, aveva già concesso l'autorizzazione, risolvendo di fatto il blocco procedurale e affermando la propria competenza.
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Conflitto di competenza: residenza e multe estere
La Corte di Cassazione ha risolto un **conflitto di competenza** tra le Corti di Appello di Palermo e Bologna in merito al riconoscimento di una sanzione pecuniaria stradale irrogata dall'autorità olandese. Inizialmente, la Corte di Bologna aveva declinato la competenza ritenendo la condannata residente in Sicilia. Tuttavia, accertamenti anagrafici hanno dimostrato la residenza stabile della donna a Rimini. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza territoriale è radicata nel luogo di residenza effettiva al momento della trasmissione del provvedimento, dichiarando la competenza della Corte di Appello di Bologna.
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Conflitto competenza: reato più grave decide il foro
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza territoriale tra il GIP di Treviso e quello di Pordenone in materia di reati connessi legati agli stupefacenti. La Suprema Corte stabilisce che, per determinare il giudice competente, prevale il criterio del reato più grave. In questo caso, la detenzione di un ingente quantitativo di droga è stata considerata più grave rispetto a plurime cessioni di lieve entità, radicando così la competenza presso il tribunale del luogo dove è avvenuta la detenzione.
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Conflitto di competenza: Cassazione alle Sezioni Unite
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la risoluzione di un importante contrasto giurisprudenziale. Il caso riguarda un conflitto di competenza tra due Giudici per le indagini preliminari. La questione è se il secondo giudice, investito del caso, possa applicare una misura cautelare e contemporaneamente sollevare un conflitto di competenza, o se l'applicazione della misura implichi un'accettazione tacita della competenza, risolvendo così lo stallo.
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Competenza funzionale: Cassazione chiarisce il caso
La Corte di Cassazione interviene su un complesso conflitto negativo di competenza tra due uffici giudiziari. Il caso riguardava un processo la cui competenza territoriale è mutata in fase di appello a causa del sopraggiungere di un procedimento connesso a carico di un magistrato. La Corte ha stabilito che la nuova competenza funzionale, determinata ai sensi dell'art. 11 c.p.p., si applica solo al grado di giudizio in cui la circostanza è emersa. Di conseguenza, la sentenza di primo grado, emessa dal giudice originariamente competente, resta valida, mentre il giudizio d'appello deve essere celebrato presso il nuovo foro competente (quello del distretto di Potenza). La sentenza della Corte d'Appello che annullava il primo grado è stata a sua volta annullata, ripristinando il corretto corso del processo.
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Conflitto di competenza: chi giudica la truffa online?
Una vittima viene truffata per oltre 47.000 euro tramite bonifico. Nasce un conflitto di competenza tra il tribunale del luogo di residenza della vittima e quello dove si trova il conto corrente del truffatore. La Cassazione stabilisce che la competenza è del giudice del luogo in cui il reo consegue il profitto, ovvero dove la somma viene accreditata.
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Esecuzione pene sostitutive: chi è competente?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26433/2025, interviene su un conflitto di competenza in materia di esecuzione pene sostitutive, nate dalla riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che il Magistrato di Sorveglianza è l'unico organo competente a gestire la fase esecutiva di tali pene, come la detenzione domiciliare. Il ruolo del Pubblico Ministero è limitato alla sola trasmissione della sentenza. L'ordine del Magistrato che imponeva al PM di emettere l'ordine di esecuzione è stato dichiarato 'atto abnorme' in quanto creava una stasi procedimentale insuperabile.
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Atto abnorme: competenza sulle pene sostitutive
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine con cui un Magistrato di sorveglianza nega la propria competenza a calcolare la fine di una pena sostitutiva, trasmettendo gli atti al Pubblico ministero, costituisce un atto abnorme. Tale provvedimento causa un'indebita regressione del procedimento e una stasi insuperabile. La competenza per l'intera gestione esecutiva delle pene sostitutive, dopo l'impulso iniziale del PM, spetta esclusivamente al Magistrato di sorveglianza.
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