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Art. 29 Codice Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 29 Codice Penale

Peculato e false fatture: la Cassazione decide
La Cassazione conferma una condanna per peculato per la distrazione di fondi pubblici legati all'acquisto di un immobile, ma annulla l'accusa per false fatture. La Corte ha stabilito che, per il reato fiscale, manca la prova della finalità di evasione fiscale di terzi, essendo lo scopo principale quello di mascherare il peculato.
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Ruolo di organizzatore: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per il suo ruolo di organizzatore in un'associazione dedita al traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato che il ruolo di organizzatore non richiede la direzione dell'intero gruppo, ma è sufficiente svolgere una funzione centrale ed essenziale in fasi cruciali dell'attività criminale, come la logistica e la ricezione della droga. Le argomentazioni dell'imputato, che sosteneva di avere un ruolo marginale, sono state respinte in quanto miravano a una rivalutazione dei fatti, inammissibile in sede di legittimità.
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Pena accessoria: la durata va sempre motivata
Un curatore fallimentare, condannato per interesse privato in atti del fallimento e falso, si è visto confermare in appello una pena accessoria di 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. La Corte di Cassazione ha annullato questa parte della sentenza, stabilendo che la durata della pena accessoria non può essere automatica, ma deve essere specificamente motivata dal giudice secondo i criteri di gravità del reato, soprattutto quando la pena principale è inferiore a 3 anni. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione motivata.
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Pena accessoria fissa: legittima e non incostituzionale
Un imputato, condannato con patteggiamento a quattro anni per reati di natura sessuale contro un minore, ha impugnato l'automatica applicazione della pena accessoria di cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Sosteneva che tale pena fissa fosse illegale e incostituzionale, in quanto non concordata e priva di valutazione discrezionale del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'interdizione quinquennale è una conseguenza obbligatoria e legale prevista dall'art. 609-nonies cod. pen. per le condanne tra i tre e i cinque anni, non configurando quindi una "pena illegale".
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Pena accessoria patteggiamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato contestava il bilanciamento delle circostanze e l'applicazione della pena accessoria di interdizione. La Corte ha ribadito che il bilanciamento non è sindacabile in sede di legittimità per le sentenze di patteggiamento, se non per pena illegale. Riguardo alla pena accessoria patteggiamento, ha confermato che il calcolo si basa sulla pena per il reato più grave, non su quella finale aumentata per la continuazione.
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Pena accessoria militare: no se il reato è comune
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pena accessoria militare della rimozione del grado non può essere applicata a un militare condannato per un reato comune, anche se questi sconta la pena in un carcere militare. La Corte ha chiarito che tale pena accessoria consegue solo a una condanna per un reato militare che prevede la 'reclusione militare', e non può derivare dalle semplici modalità di esecuzione della pena. La circostanza di aver scontato la pena in una struttura militare non costituisce un 'novum' giuridico tale da giustificare l'applicazione di una sanzione non prevista in sede di condanna.
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