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Art. 285 Codice Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 285 Codice Penale

Delitto di strage: quando investire i vicini non è strage
Un automobilista ha investito ripetutamente con la propria vettura un gruppo di vicini di casa che cenavano in un vicolo cieco, uccidendo una donna e ferendo altre persone. Condannato in appello all'ergastolo per il delitto di strage, l'imputato ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che non si configura il delitto di strage se l'azione è diretta contro un gruppo di persone ben determinato e non mette in pericolo la pubblica incolumità. La Cassazione ha quindi annullato la condanna e ha rinviato il caso a un nuovo processo per riqualificare il reato.
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Strage politica: la lieve entità del fatto attenua la pena
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte di assise di appello che aveva riconosciuto l'attenuante del fatto di lieve entità in un caso di strage politica. Il caso riguardava un attentato con ordigni esplosivi presso una scuola allievi carabinieri. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore generale, stabilendo che la valutazione della 'lieve entità' deve considerare il fatto nel suo complesso, inclusa l'effettiva offensività verso la sicurezza dello Stato, che nel caso di specie è stata ritenuta modesta. Di conseguenza, è stata confermata la riduzione della pena per gli imputati, nonostante la gravità del reato contestato.
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Misure Cautelari: intercettazioni in altri processi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una misura cautelare in carcere disposta dalla Corte d'Assise d'Appello nei confronti di un imputato già condannato per strage. La misura si basava su intercettazioni provenienti da un altro procedimento, da cui emergevano minacce e progetti omicidiari. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che tali elementi possono essere usati per valutare le esigenze cautelari (come il pericolo di fuga o di reiterazione del reato), anche se raccolti in un contesto investigativo diverso, e ha confermato la competenza del giudice che procede nel merito.
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