Due figli hanno acquistato da una banca un credito garantito da ipoteca su un immobile di proprietà del padre. Due anni dopo l'acquisto del credito, il padre ha commesso reati tributari che hanno portato alla condanna definitiva e alla confisca dell'immobile a favore dello Stato. I figli hanno chiesto il riconoscimento della validità della loro garanzia per soddisfarsi sul bene. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta presumendo una simulazione a protezione del patrimonio familiare. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione impugnata, stabilendo che la buona fede del creditore che vanta un'ipoteca su bene confiscato deve essere valutata al momento dell'acquisto del credito. Poiché la cessione del credito è avvenuta prima dei reati con pagamenti tracciabili, il diritto di garanzia resta pienamente tutelabile.
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