LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2727 Codice Civile

Pagina 143 di 40

Raddoppio dei termini: obbligo di denuncia e onere prova
La Cassazione conferma la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale basato sul solo obbligo di denuncia penale, anche in assenza di una condanna. Il caso riguarda la deduzione di costi per fatture parzialmente inesistenti. La Corte ha chiarito che il giudice tributario deve solo verificare la sussistenza dei presupposti per la denuncia e non l'esito del processo penale.
Continua »
Esterovestizione: Nullo l’avviso senza urgenza
Una società con sede legale all'estero è stata oggetto di un accertamento fiscale per esterovestizione, basato sulla presunzione che la sua sede amministrativa effettiva fosse in Italia. La Corte di Cassazione ha annullato l'accertamento, non per la questione dell'esterovestizione, ma per un vizio procedurale: l'Agenzia delle Entrate non ha rispettato il termine dilatorio di 60 giorni previsto dallo Statuto del Contribuente prima di emettere l'avviso, e non ha fornito una prova adeguata delle 'ragioni di urgenza' che avrebbero potuto giustificare tale anticipazione. La mera esistenza di un procedimento penale non è stata ritenuta una motivazione sufficiente.
Continua »
Onere della prova COSAP: Comune deve dimostrare proprietà
Un comune richiedeva il pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico (COSAP) a una società per le sue installazioni in un'area montana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, stabilendo che l'onere della prova della proprietà del suolo, quale bene demaniale o del patrimonio indisponibile, grava sull'ente pubblico. In assenza di tale prova, la pretesa di pagamento è illegittima.
Continua »
Contraddittorio endo-procedimentale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un caso di accertamento per utili extra-contabili a carico di una società e dei suoi soci. L'ordinanza chiarisce che l'obbligo del contraddittorio endo-procedimentale non si applica in via generale alle imposte non armonizzate, come l'IRPEF, ma solo se previsto da una specifica norma. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva annullato l'accertamento per la sola violazione di tale principio. Per uno dei soci, il giudizio è stato dichiarato estinto a seguito di definizione agevolata, mentre per l'altro il processo è stato rinviato alla corte di merito per un nuovo esame.
Continua »
Presunzione utili extracontabili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un socio di una società a ristretta base, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per maggiori redditi IRPEF non dichiarati. La decisione ribadisce che la presunzione utili extracontabili, secondo cui i maggiori ricavi non contabilizzati dalla società si presumono distribuiti ai soci, non costituisce una 'doppia presunzione' vietata. Il fatto noto da cui parte la presunzione non è l'accertamento sul reddito della società, ma la ristretta compagine sociale, che implica un forte vincolo tra i soci e un controllo diretto sulla gestione. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni procedurali del ricorrente relative alla mancata sospensione del giudizio e a presunti vizi formali dell'atto impositivo.
Continua »
Notificazione licenziamento: quando è valida? La Cass.
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notificazione di un licenziamento a un dipendente agli arresti domiciliari, ritenendo l'impugnazione tardiva. La Corte ha stabilito che le annotazioni postali sulla tentata consegna e sulla compiuta giacenza hanno valore probatorio, anche in assenza di firma dell'operatore. Il ricorso del lavoratore è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e non a contestare una violazione di legge.
Continua »
Litisconsorzio necessario: accertamento nullo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza relativa a un avviso di accertamento fiscale emesso nei confronti di un socio di una società semplice. La decisione si fonda sulla violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché il giudizio non ha coinvolto tutti i soggetti interessati (la società e l'altro socio). L'ordinanza chiarisce che l'accertamento del reddito delle società di persone è un atto unitario che richiede la partecipazione di tutti i soci e della società stessa nel processo, pena la nullità dell'intero procedimento.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente viene accertato per capitali non dichiarati all'estero. L'Agenzia delle Entrate applica il raddoppio termini accertamento previsto dal D.L. 78/2009. La Corte di Cassazione chiarisce che tale raddoppio, essendo una norma procedurale, si applica anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. Tuttavia, la presunzione legale di evasione, di natura sostanziale, non è retroattiva. L'Agenzia può comunque provare l'evasione tramite presunzioni semplici basate sugli stessi fatti. La sentenza è cassata con rinvio.
Continua »
Giudizio di rinvio: i limiti del giudice d’appello
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un accertamento fiscale a carico di un imprenditore, rigettando il suo ricorso. La decisione si fonda sul principio del carattere 'chiuso' del giudizio di rinvio, secondo cui il giudice d'appello è strettamente vincolato ai principi di diritto enunciati dalla Suprema Corte nella precedente sentenza di cassazione. L'imprenditore non era riuscito a fornire prove adeguate per giustificare ingenti movimentazioni finanziarie, onere che spettava a lui dopo che la Cassazione aveva inquadrato la questione.
Continua »
Accertamento soci: conti correnti e onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18329/2025, ha rigettato il ricorso di una società a responsabilità limitata. L'amministrazione finanziaria aveva emesso un avviso di accertamento per maggiori ricavi basandosi sulle movimentazioni bancarie trovate sui conti correnti personali dei soci amministratori. La Corte ha confermato la legittimità di tale accertamento soci, stabilendo che per le società a ristretta base familiare opera una presunzione legale secondo cui le somme sui conti dei soci sono riferibili alla società. Di conseguenza, spetta al contribuente, e non al Fisco, fornire la prova contraria, dimostrando la natura personale e non societaria di tali movimentazioni.
Continua »
Utili extracontabili: notifica e presunzione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un avviso di accertamento IRPEF a carico di un socio per utili extracontabili di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, stabilendo la validità della notifica dell'atto presupposto presso la sede sociale, anche se ritirato da un mero "collaboratore", e ribadendo che la presunzione di distribuzione dei profitti non richiede la definitività dell'accertamento societario. Inoltre, ha chiarito che gli utili "in nero" vengono tassati per intero al socio, senza la mitigazione del 40%.
Continua »
Cessioni intracomunitarie: la prova per l’esenzione IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17727/2025, ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate sia quello incidentale del contribuente. La Corte ha stabilito che per le cessioni intracomunitarie, la prova dell'effettivo trasferimento dei beni può essere fornita anche con "fatti secondari" come le comunicazioni Intrastat e le dichiarazioni dei cessionari, non essendo obbligatorio il modello CMR. Ha inoltre dichiarato inammissibile l'appello incidentale tardivo del contribuente, poiché l'interesse a impugnare una parte della sentenza di primo grado preesisteva all'appello principale dell'Agenzia e non ne era una diretta conseguenza.
Continua »
Interposizione fittizia: no detrazione IVA
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la detrazione IVA a una società, sostenendo che fosse coinvolta in uno schema di interposizione fittizia per aggirare i limiti sulle importazioni di energia. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione del giudice di merito, ha riaffermato il principio della prevalenza della sostanza sulla forma. Se un'entità viene utilizzata come intermediario fittizio per scopi fraudolenti, l'IVA correlata non è detraibile, a prescindere dalla regolarità formale di fatture e pagamenti.
Continua »
Contratto d’appalto: la prova è essenziale per il pagamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che chiedeva il pagamento per la gestione di un impianto di depurazione, in assenza di un contratto d'appalto. La Corte ha stabilito che la mera detenzione delle chiavi dell'impianto e lo svolgimento di trattative non sono sufficienti a dimostrare l'esistenza di un accordo contrattuale. Senza la prova del contratto, nessuna pretesa di pagamento può essere accolta, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: come vincerla
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che un socio di una società a ristretta base può superare la presunzione di distribuzione utili dimostrando con prove rigorose la propria totale estraneità alla gestione aziendale. Nel caso di specie, la residenza e l'attività professionale della socia all'estero sono state considerate prove sufficienti a vincere la pretesa fiscale.
Continua »
Comodato familiare: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17095/2025, ha stabilito che l'assegnazione della casa coniugale al genitore collocatario dei figli è opponibile al terzo proprietario che aveva concesso l'immobile in comodato familiare. La Corte ha chiarito che tale comodato, finalizzato a soddisfare le esigenze abitative del nucleo familiare, non cessa con la separazione e può essere risolto dal proprietario solo in caso di un bisogno urgente e imprevisto, che deve essere provato.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16613/2025, interviene sul tema del raddoppio termini accertamento per capitali detenuti all'estero. Un contribuente era stato accertato per redditi non dichiarati su conti in paradisi fiscali. La Corte ha stabilito che la norma sul raddoppio dei termini ha natura procedurale e, quindi, si applica retroattivamente anche a periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. Al contrario, la presunzione legale di evasione ha natura sostanziale e non è retroattiva. L'Amministrazione Finanziaria può comunque provare l'evasione usando presunzioni semplici, basate sui medesimi fatti.
Continua »
Azione revocatoria: prova del danno e oneri del terzo
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito in un caso di azione revocatoria, rigettando il ricorso del terzo acquirente di un immobile. L'ordinanza chiarisce i principi sulla prova del danno al creditore (*eventus damni*), sulla ripartizione dell'onere probatorio e sull'utilizzo delle presunzioni per dimostrare la consapevolezza del pregiudizio. La Corte ha ritenuto che la variazione qualitativa del patrimonio del debitore, che rende più incerta la riscossione del credito, è sufficiente a integrare il requisito del danno.
Continua »
Litisconsorzio necessario: Cassazione e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato un intero procedimento tributario a carico di un socio di una società di persone. La decisione si fonda sulla violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché né la società né gli altri soci erano stati coinvolti nel giudizio. L'ordinanza stabilisce che, in caso di accertamento unitario del reddito di una società di persone, tutti i soggetti (società e soci) devono obbligatoriamente partecipare al processo, pena la nullità assoluta e insanabile dell'intero giudizio, con rinvio della causa al giudice di primo grado.
Continua »
Obbligo di repêchage: licenziamento illegittimo
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La sentenza ribadisce che l'onere della prova sull'impossibilità di ricollocamento del dipendente, noto come obbligo di repêchage, grava interamente sul datore di lavoro. L'azienda sanitaria ricorrente non è riuscita a dimostrare di aver esplorato tutte le possibili alternative occupazionali, anche a mansioni inferiori, rendendo così il recesso nullo.
Continua »