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Art. 2709 Codice Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 2709 Codice Civile

Prova indispensabile in appello: la Cassazione decide
Una società di servizi informatici si è vista negare il pagamento da una grande azienda di telecomunicazioni, che sosteneva di non essere il corretto destinatario delle prestazioni. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la Corte d'Appello aveva erroneamente ignorato una prova indispensabile, ovvero dei buoni d'ordine emersi solo in secondo grado. La Suprema Corte ha chiarito che tale prova, essendo potenzialmente decisiva per accertare il rapporto contrattuale, doveva essere ammessa e valutata, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Accertamento induttivo: la contabilità in nero vince
Una società è stata soggetta a un accertamento induttivo dopo il ritrovamento di un file sul computer dell'amministratore che indicava vendite non dichiarate. Nonostante la contabilità ufficiale fosse formalmente corretta, la Corte di Cassazione ha stabilito che tale contabilità parallela o 'in nero' costituisce una base probatoria valida e sufficiente per una rettifica fiscale, anche se rappresenta l'unico indizio. La Corte ha quindi annullato la decisione contraria del giudice di merito, rinviando il caso per un nuovo esame basato su questo principio.
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Onere della prova ferie non godute: la Cassazione
Un ex dipendente ha richiesto il pagamento di un'indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione, riformando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova per le ferie non godute. È il datore di lavoro, e non il lavoratore, a dover dimostrare di aver adempiuto al proprio obbligo di concedere le ferie. La Corte ha chiarito che il diritto alle ferie è irrinunciabile e fondamentale, e l'onere probatorio grava sull'azienda, che deve provare di aver invitato il dipendente a usufruirne, avvisandolo della loro eventuale perdita.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 476/2026, si è pronunciata sul tema delle operazioni inesistenti. Nel caso esaminato, una società immobiliare si vedeva contestare la deducibilità di costi e la detrazione IVA per una fattura relativa a una presunta intermediazione fittizia. La Corte ha ribadito che, una volta che l'Amministrazione Finanziaria fornisce prove indiziarie sull'inesistenza dell'operazione, spetta al contribuente dimostrarne l'effettività. A tal fine, non sono sufficienti la fattura o la prova del pagamento, in quanto facilmente simulabili. La Corte ha inoltre cassato la sentenza di merito per motivazione contraddittoria riguardo a un finanziamento soci, rinviando la causa per un nuovo esame.
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