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Art. 27 Legge 11 marzo 1953, n. 87

Confisca corruzione tra privati: prezzo vs profitto
La Corte di Cassazione interviene su un caso di sequestro preventivo per corruzione e autoriciclaggio a carico di due fratelli, manager di una grande cooperativa. La sentenza analizza la distinzione tra "prezzo" e "profitto" del reato ai fini della confisca per corruzione tra privati, stabilendo che per il corrotto le due nozioni coincidono. Tuttavia, la Corte annulla parzialmente l'ordinanza, rilevando un errore nella quantificazione del profitto del reato di autoriciclaggio, che non può coincidere con le somme illecite originarie, al fine di evitare una duplicazione della misura ablativa.
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Amministrazione giudiziaria: proroga non impugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società e dei suoi soci contro il provvedimento di proroga dell'amministrazione giudiziaria. La decisione si fonda sul principio di tassatività dei mezzi di impugnazione: la legge non prevede esplicitamente la possibilità di ricorrere contro un'estensione della misura. La Corte ha chiarito che la proroga è un atto di natura puramente gestionale, finalizzato a completare il programma di recupero dell'azienda, e non una rivalutazione dei presupposti che hanno originato la misura stessa.
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Rapina di lieve entità: lesioni escludono l’attenuante
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'attenuante per rapina di lieve entità non può essere concessa se l'autore del reato ha causato lesioni personali alla vittima. In un caso riguardante la sottrazione di oggetti di scarso valore, un condannato aveva richiesto la rideterminazione della pena in seguito a una pronuncia della Corte Costituzionale. La richiesta è stata respinta, e la Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che la valutazione della 'lieve entità' deve considerare l'intero fatto, inclusa la violenza. Le lesioni, anche se lievi, superano il carattere 'minimale' della violenza richiesto per l'applicazione dell'attenuante.
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Attenuante lieve entità rapina: no se c’è violenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della nuova attenuante per lieve entità rapina. La Corte ha stabilito che la presenza di violenza fisica sulla vittima e i precedenti penali dell'imputato sono elementi sufficienti per escludere il beneficio, anche a fronte di un danno patrimoniale di scarso valore.
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Esenzione ICI Abitazione Principale: nuovo rinvio
Una contribuente si è vista negare l'esenzione ICI sull'abitazione principale perché il coniuge risiedeva in un altro Comune. La Corte di Cassazione, rilevando un dubbio sulla costituzionalità della norma che richiede la residenza dell'intero nucleo familiare, ha sospeso il giudizio e ha sollevato la questione di legittimità costituzionale, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale.
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Fatto di lieve entità rapina: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due imputati per rapina impropria, i quali chiedevano una riduzione di pena basata sulla nuova attenuante del fatto di lieve entità rapina. La Corte ha stabilito che, nonostante il valore esiguo della refurtiva (bottiglie di birra), le modalità dell'azione (in pieno giorno, in un locale affollato, con pianificazione e possesso di un taglierino) escludono la lieve entità del fatto, richiedendo una valutazione complessiva della condotta e non solo del danno patrimoniale.
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Incarico dirigenziale illegittimo: revoca e limiti
Un funzionario, idoneo in una graduatoria scaduta, ottiene un incarico dirigenziale illegittimo basato su una norma poi dichiarata incostituzionale. La Cassazione conferma la legittimità della revoca dell'incarico, in quanto nullo fin dall'origine, e nega il diritto allo scorrimento della graduatoria per via di un precedente giudicato amministrativo.
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