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art. 27 d.lgs. n. 159 del 2011

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Misura di prevenzione: confisca e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione che includeva sorveglianza speciale e confisca di beni. La Corte ha ribadito l'autonomia del procedimento di prevenzione rispetto a quello penale, confermando che la pericolosità sociale può essere desunta da un vincolo stabile con un'associazione criminale e dalla sproporzione tra redditi e patrimonio, anche derivante da evasione fiscale.
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Motivazione apparente: annullato rigetto opposizione
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale che aveva respinto l'opposizione di un'impresa di trasporti per l'ammissione di un credito verso una società confiscata. Il rigetto era fondato su una presunta discordanza nella numerazione delle fatture, che la Suprema Corte ha ritenuto inesistente. La decisione del giudice di primo grado è stata cassata per motivazione apparente, contraddittoria e carente, con rinvio per un nuovo esame.
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Misure di prevenzione: no alla confisca senza prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale volto a ottenere la confisca dei beni di un gruppo di imprenditori. La sentenza ribadisce che per applicare le misure di prevenzione patrimoniale non è sufficiente una mera 'contiguità' o vicinanza a un'associazione criminale, ma è necessaria la prova di un'appartenenza funzionale, ossia di un contributo concreto agli scopi del clan. La Corte ha ritenuto che la motivazione del giudice di merito non fosse né mancante né apparente, ma basata su una corretta valutazione delle prove, che non dimostravano tale legame.
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Pericolosità qualificata: serve il dolo specifico
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un decreto di confisca basato sulla pericolosità qualificata di un soggetto. La Corte ha stabilito che, anche nel procedimento di prevenzione, il giudice deve accertare tutti gli elementi del reato presupposto, incluso l'elemento psicologico del dolo specifico (l'intento fraudolento), non potendosi limitare alla sola condotta oggettiva. La decisione sottolinea che, pur essendo autonomo dal processo penale, il giudizio di prevenzione non può prescindere da una valutazione completa della fattispecie criminosa che fonda la pericolosità qualificata.
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