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Art. 267 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Bancarotta e riciclaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di associazione per delinquere finalizzata a truffe, bancarotta e riciclaggio. La sentenza ha dichiarato inammissibili due ricorsi, confermando le responsabilità penali, e ha annullato parzialmente la condanna per un terzo imputato a causa dell'intervenuta prescrizione del reato di bancarotta preferenziale. La decisione chiarisce importanti principi sulla valutazione delle prove, i limiti del giudizio di legittimità e le condizioni per l'applicazione della prescrizione.
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Rimborso Iva cessionario: chi può chiederlo allo Stato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 197/2026, ha stabilito che il cliente finale (cessionario) non ha la legittimazione a richiedere direttamente all'Erario il rimborso dell'Iva pagata in eccesso al proprio fornitore. Il rapporto tributario intercorre esclusivamente tra il fornitore (cedente) e l'Amministrazione Finanziaria. L'unica via per il cessionario è un'azione civilistica di ripetizione dell'indebito verso il fornitore. La Corte ha chiarito le limitate eccezioni a questo principio, consolidando un orientamento fondamentale sul tema del rimborso Iva cessionario.
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Rimborso Iva: quando il consumatore può chiederlo?
Una società chiede il rimborso Iva per oneri energetici versati al proprio fornitore. La Corte di Cassazione nega il diritto al rimborso diretto dall'Erario, stabilendo che l'azione va intentata contro il fornitore, salvo casi eccezionali. La legittimazione ad agire spetta solo a chi ha versato l'imposta all'amministrazione finanziaria.
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Estinzione del ricorso: cosa succede se si rinuncia?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del ricorso presentato da un lavoratore contro l'INPS per il pagamento del TFR. A seguito della rinuncia al ricorso da parte del lavoratore prima dell'udienza, il giudizio si conclude con la compensazione delle spese legali a causa della complessità della materia trattata. Questa ordinanza chiarisce gli effetti processuali della rinuncia, inclusa l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato.
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Fondo di Garanzia TFR: estinzione del giudizio in Cassazione
Una lavoratrice si è rivolta alla Cassazione per ottenere il TFR dal Fondo di Garanzia INPS dopo il fallimento del suo datore di lavoro originario, nonostante il rapporto di lavoro fosse proseguito con un'altra società a seguito di cessione d'azienda. La Corte d'Appello aveva negato il diritto, ritenendo il TFR non ancora esigibile. Prima della decisione, la lavoratrice ha rinunciato al ricorso, portando la Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio e a compensare le spese legali data la complessità della materia.
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Fondo di Garanzia TFR: rinuncia e caso estinto
Un lavoratore, dopo una cessione di ramo d'azienda, ha richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia TFR dell'INPS. La richiesta è stata respinta in appello poiché il rapporto di lavoro non era cessato. Il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha successivamente rinunciato, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio e a compensare le spese legali data la complessità della materia.
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Aiuti agricoli: revoca totale se manca il 20% della sup.
La Corte di Cassazione, conformandosi a una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha stabilito la legittimità della revoca totale degli aiuti agricoli per l'imboschimento e dell'obbligo di restituzione integrale delle somme ricevute. La decisione si applica quando il beneficiario riduce la superficie rimboschita di oltre il 20% rispetto a quella pattuita. Tale sanzione non viola il principio di proporzionalità, in quanto mira a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione e a garantire l'efficacia degli obiettivi della politica agricola.
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Giudizio di rinvio: poteri e limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32879/2024, chiarisce i poteri e i doveri del giudice nel giudizio di rinvio. La Corte ha cassato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva erroneamente ritenuto formato il giudicato sulla questione della daziabilità delle royalties, senza procedere alla nuova valutazione dei fatti richiesta dalla precedente sentenza di rinvio. La Suprema Corte ribadisce che il giudice del rinvio non può ignorare i principi di diritto enunciati, ma deve applicarli al caso concreto, compiendo le necessarie verifiche fattuali.
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Accise gasolio commerciale: no bonus per filtri FAP
Un'azienda di trasporti ha richiesto il rimborso delle accise gasolio commerciale per i suoi autobus, originariamente omologati Euro 2 ma successivamente dotati di filtri antiparticolato (FAP). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per l'accesso all'agevolazione fiscale fa fede la categoria di omologazione originaria del veicolo. L'installazione successiva di un FAP, pur migliorando le emissioni di particolato, non modifica la classificazione complessiva del mezzo ai fini del beneficio fiscale, che rimane quindi escluso.
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Assegno nucleo familiare: la prova del reddito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore extracomunitario a cui era stato negato l'assegno per il nucleo familiare perché non aveva fornito prova del reddito dei familiari residenti all'estero. La Corte ha stabilito che la dimostrazione del reddito familiare è un requisito costitutivo del diritto, non un mero fattore di calcolo, e che tale onere della prova è uguale per tutti i richiedenti, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito per stranieri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno per il nucleo familiare per mancata prova del reddito. La Corte ha stabilito che il reddito non è un mero parametro di calcolo, ma un elemento costitutivo del diritto. Pertanto, l'onere di provare tale requisito incombe su tutti i richiedenti, senza che ciò costituisca discriminazione, in applicazione del principio di parità di trattamento.
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Avviso accertamento socio: la Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di un caso riguardante un avviso di accertamento socio per IRPEF. La decisione è motivata dalla necessità di acquisire i fascicoli dei gradi precedenti per valutare le complesse doglianze dei ricorrenti, eredi di un socio di una società di persone ormai estinta. I motivi di ricorso includevano vizi procedurali dell'accertamento originario notificato alla società e l'omessa valutazione di sentenze favorevoli ottenute da altri soci.
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Estinzione per rinuncia: il caso si chiude in Cassazione
Una società di servizi ambientali aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che la condannava a restituire l'IVA indebitamente applicata sulla tariffa di igiene ambientale a un utente. Il motivo del ricorso si basava sull'ipotesi di indebito arricchimento del cittadino, che avrebbe già detratto l'IVA. Tuttavia, prima della decisione, la società ha ritirato il proprio ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione per rinuncia del giudizio, chiudendo definitivamente la questione senza entrare nel merito della controversia.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
Un lavoratore straniero si è visto negare l'assegno per il nucleo familiare per non aver provato il requisito reddituale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il reddito non è un mero fattore di calcolo, ma un elemento costitutivo del diritto. L'onere della prova grava sul richiedente, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità, ribadendo che la mancata allegazione e prova dei requisiti impedisce il riconoscimento del beneficio.
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Azione revocatoria scissione: tutela dei creditori
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4193/2025, ha rigettato il ricorso di due società, confermando l'inefficacia di una scissione societaria nei confronti dei creditori. La decisione stabilisce che l'azione revocatoria è uno strumento valido per tutelare le ragioni creditorie anche in caso di scissione e che i singoli condomini sono legittimati ad agire per un credito vantato dall'intero condominio. Questa sentenza rafforza la protezione dei creditori di fronte a operazioni societarie che potrebbero pregiudicare la loro garanzia patrimoniale.
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Fondo di garanzia INPS: il termine per le retribuzioni
Un lavoratore si è rivolto al Fondo di garanzia INPS per ottenere il pagamento di retribuzioni non corrisposte da un'azienda poi fallita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23589/2025, ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo un principio fondamentale sui presupposti temporali per accedere alla tutela. La Corte ha chiarito che le retribuzioni garantite devono rientrare nei dodici mesi che precedono la data dell'iniziativa giudiziaria del lavoratore. Poiché l'azione legale era stata avviata il 27 dicembre 2010, la richiesta per la mensilità di dicembre 2009 è stata respinta perché maturata in un periodo antecedente a quello coperto dalla garanzia.
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Fondo di garanzia TFR: quando interviene?
Un lavoratore, il cui datore di lavoro originale è fallito a seguito di una cessione d'azienda, ha richiesto il pagamento del TFR al Fondo di garanzia dell'INPS. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento a seguito della rinuncia del lavoratore al ricorso. La decisione di merito sottostante aveva negato l'intervento del Fondo, poiché il rapporto di lavoro era proseguito senza interruzioni con la nuova società, impedendo che il TFR diventasse esigibile.
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