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Art. 267 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE)

Impugnazione inammissibile: l’errore sul giudice
La Corte di Cassazione ha confermato che un'impugnazione è inammissibile se presentata a un giudice palesemente incompetente, come il Tribunale del riesame anziché la Cassazione in materia di mandato d'arresto europeo. L'errore deliberato nella scelta del foro non consente l'applicazione del principio di conversione dell'atto, rendendo l'impugnazione inammissibile e comportando la condanna alle spese.
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Misura coercitiva: la Cassazione la attenua per lungaggini
Un cittadino straniero, sottoposto a una misura coercitiva in attesa di estradizione tramite mandato d'arresto europeo, ha ottenuto un'attenuazione delle restrizioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'inevitabile allungamento dei tempi, dovuto a un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, impone di rimodulare la misura coercitiva. La Corte ha revocato l'obbligo di permanenza notturna e ridotto la frequenza di presentazione alla polizia, ritenendo le precedenti condizioni eccessivamente afflittive e non strettamente necessarie a prevenire il pericolo di fuga, tenendo anche conto del diritto al lavoro dell'individuo.
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Addizionale provinciale energia: rimborso illegittimo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fornitore di energia, confermando il diritto di un'azienda cliente a ottenere il rimborso dell'addizionale provinciale energia. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità di tale imposta, considerata un pagamento non dovuto (indebito oggettivo).
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Documento falso per espatrio: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di possesso di documento falso per espatrio nei confronti di un individuo che aveva formato una carta d'identità rumena contraffatta. La Corte ha stabilito che le carte d'identità dei paesi membri dell'UE sono a tutti gli effetti documenti validi per l'espatrio all'interno dell'Unione, rendendo applicabile l'art. 497-bis del codice penale. Inoltre, ha ribadito l'impossibilità di concedere la sospensione condizionale della pena per la terza volta.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2010, sostenendo di non essere soggetto passivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4967/2024, ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'imposta è dovuta da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, anche se privo di concessione e con sede all'estero. La Corte ha confermato che la normativa non viola i principi UE di non discriminazione e libera prestazione di servizi, richiamando precedenti sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia UE.
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