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Art. 266 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Identificazione vocale nelle intercettazioni tra perizia e prova
L'Imputato ha impugnato la sentenza di condanna contestando la propria individuazione tramite intercettazioni telefoniche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che una perizia con percentuale di somiglianza vocale pari al 95 per cento costituisce il livello massimo raggiungibile dalla scienza. Questo dato tecnico, sommato alla titolarità dell'utenza e all'assenza di prove contrarie, rende certa l'identificazione vocale nelle intercettazioni. L'Imputato è stato quindi condannato alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inutilizzabilità delle intercettazioni: ricorso respinto e multa
I Ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna contestando l'inutilizzabilità delle intercettazioni ambientali disposte a loro carico. La difesa sosteneva che le trascrizioni delle registrazioni fossero inattendibili a causa di alcune rettifiche apportate dal perito durante l'udienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le intercettazioni erano perfettamente legittime e rientravano nei casi previsti dalla legge. Inoltre, le lievi correzioni del perito non hanno scalfito l'affidabilità complessiva delle prove, rendendo inutile la riapertura dell'istruttoria. Di conseguenza, i Ricorrenti hanno perso il ricorso e devono pagare le spese processuali oltre a tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
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Ricettazione: incastrato da video e cellulare, condanna certa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per ricettazione di merce rubata. Le prove a suo carico erano schiaccianti: intercettazioni telefoniche con l'autore del furto, video di sorveglianza che riprendevano la sua auto durante lo scambio della merce e l'analisi dei beni rubati, poi rivenduti. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, ma i giudici lo hanno dichiarato inammissibile. Il motivo è che si è limitato a ripetere le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza sollevare questioni di diritto valide. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'obbligo per l'imputato di pagare le spese processuali e una multa.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi e limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di due ricorsi in materia di stupefacenti. L'ordinanza chiarisce i limiti del sindacato sulla determinazione della pena e ribadisce il principio secondo cui non è possibile presentare motivi nuovi in Cassazione. Questa decisione sottolinea l'importanza di una corretta formulazione dei motivi d'appello per evitare una declaratoria di inammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Falsità ideologica: certificato falso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsità ideologica per aver ottenuto un attestato di partecipazione a un corso per alimentaristi senza averlo frequentato. I giudici hanno respinto tutti i motivi del ricorso, confermando la validità delle intercettazioni, la qualifica di pubblico ufficiale del redattore del certificato e la corretta qualificazione giuridica del reato. La Corte ha ritenuto le argomentazioni difensive mere doglianze in fatto, finalizzate a una non consentita rivalutazione delle prove già esaminate nei gradi di merito.
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