Due soggetti sono stati condannati per furto in abitazione e porto abusivo di armi. Gli imputati hanno presentato ricorso sostenendo che l'identificazione fosse errata e che le prove digitali, come il GPS e le intercettazioni, fossero inutilizzabili o interpretate male. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno stabilito che il legame tra l'autovettura monitorata, i dati satellitari che la collocavano sul luogo del delitto e il riconoscimento vocale effettuato dalle forze dell'ordine costituisce un quadro probatorio solido. La sentenza conferma che, in presenza di una doppia condanna conforme, la Cassazione non può rivalutare i fatti ma solo verificare la logica della decisione. Di conseguenza, le condanne sono diventate definitive e i ricorrenti devono pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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