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Art. 2644 Codice Civile — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 2644 Codice Civile

Condono Edilizio Illegittimo: Cassazione Annulla Revoca Demolizione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un ordine di demolizione, riguardante un condono edilizio illegittimo. Gli eredi di un costruttore abusivo avevano ottenuto la revoca dell'ordine di demolizione, sostenendo la sanatoria delle opere. Il Pubblico Ministero ha contestato la legittimità del condono, evidenziando lavori eseguiti oltre i termini, demolizioni parziali fittizie e la mancanza della Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) obbligatoria per aree vincolate. La Suprema Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione non avesse adeguatamente verificato la legittimità del condono, soprattutto per l'assenza della VincA, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Ordine di demolizione: la sanatoria tardiva non salva la casa
Due coniugi, condannati per reati urbanistici, non rispettano l'ordine di demolizione del loro immobile abusivo entro i novanta giorni prescritti. Successivamente, ottengono un permesso in sanatoria dal Comune e il giudice dell'esecuzione revoca l'ordine di demolizione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Procuratore della Repubblica, stabilendo che la mancata demolizione comporta l'acquisizione automatica e gratuita del bene al patrimonio comunale. Di conseguenza, il successivo permesso in sanatoria è illegittimo poiché rilasciato a soggetti non più proprietari. La Cassazione annulla senza rinvio la revoca dell'ordine di demolizione, confermando che i vecchi proprietari non hanno più alcun diritto sul bene né la legittimazione a chiederne la revoca, se non per demolirlo a proprie spese.
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Opposizione alla confisca: il terzo senza trascrizione si salva
Un'azienda terza ha richiesto la revoca della confisca per equivalente di un immobile, rivendicando la proprietà superficiaria dello stesso. Il Tribunale di Salerno ha rigettato la richiesta con un provvedimento emesso senza formalità (de plano), ritenendo il titolo d'acquisto non opponibile perché non trascritto. L'azienda ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso diretto contro un provvedimento de plano non è inammissibile, ma deve essere riqualificato come opposizione alla confisca. Di conseguenza, la Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Salerno affinché decida sul caso nel pieno rispetto del contraddittorio in un'udienza formale.
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Revoca Ordine di Demolizione: Permesso del Comune non Basta
La Corte di Cassazione chiarisce che la revoca ordine di demolizione non è una conseguenza automatica del rilascio di un permesso in sanatoria da parte del Comune. Due privati, condannati per abuso edilizio, avevano ottenuto dal Giudice dell'esecuzione la revoca della demolizione dopo aver ricevuto un permesso a sanatoria. Il Procuratore ha impugnato la decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il giudice non può limitarsi a prendere atto del permesso comunale. Egli ha il dovere di controllare la legittimità sostanziale del permesso, verificando in particolare il requisito della 'doppia conformità'. In assenza di tale controllo, la revoca è illegittima. La decisione è stata quindi annullata con rinvio.
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Immobile Abusivo: Acquisizione Gratuita anche senza Notifica
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'acquisizione gratuita di un immobile abusivo da parte del Comune. Un proprietario aveva realizzato tre appartamenti abusivi in un sottotetto e non aveva rispettato l'ordine di demolizione. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la proprietà dell'immobile passa automaticamente al Comune dopo 90 giorni dalla notifica dell'ordine di demolizione, se questo non viene eseguito. Questo trasferimento avviene 'ope legis' (per effetto diretto della legge) e non necessita di un successivo atto formale che accerti l'inottemperanza. Tale atto serve solo a certificare un passaggio di proprietà già avvenuto. Di conseguenza, il ricorso del proprietario è stato respinto e l'immobile è rimasto patrimonio del Comune.
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Abuso edilizio: acquisizione automatica al Comune
La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di abuso edilizio, l'inottemperanza all'ordine di demolizione entro novanta giorni determina l'acquisizione automatica del bene al patrimonio comunale. Nel caso di specie, un cittadino aveva ottenuto un permesso in sanatoria dopo la scadenza di tale termine, portando il giudice dell'esecuzione a revocare la demolizione. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, stabilendo che il titolo in sanatoria rilasciato a chi non è più proprietario è illegittimo e che l'ex titolare non ha più interesse ad agire per la revoca dell'ordine sanzionatorio.
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