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Art. 2634 Codice Civile — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 2634 Codice Civile

Appropriazione indebita: il finto mutuo non evita la condanna
L'Amministratore di una società si è appropriato di oltre 460.000 euro incassando assegni aziendali poco prima della liquidazione, giustificando l'atto con un finto contratto di mutuo. La sorella, socia al 50%, lo ha denunciato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita. I giudici hanno stabilito che, sebbene il potere di querela spetti al legale rappresentante della società, il singolo socio che subisce un danno economico diretto ha il pieno diritto di costituirsi parte civile nel processo penale per chiedere il risarcimento dei danni.
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Infedeltà Patrimoniale: Bozza di Contratto Sviata, ma è Reato?
Una socia accusava gli amministratori di averla indotta a investire in una società cinematografica con la promessa di un contratto, poi dirottato verso un'altra azienda a loro riconducibile. L'accusa iniziale di truffa è caduta. In Cassazione, la socia ha chiesto di riconoscere il reato di infedeltà patrimoniale. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave: una semplice bozza di contratto non è un bene del patrimonio sociale. Pertanto, sviare una mera opportunità commerciale non integra il reato di infedeltà patrimoniale. Gli amministratori sono stati definitivamente assolti.
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Sequestro preventivo: obbligo di motivazione e limiti
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del sequestro preventivo applicato a somme di denaro in un contesto di reati societari e tributari. Sebbene la Corte abbia confermato la sussistenza del fumus commissi delicti per condotte di infedeltà patrimoniale e impedito controllo, ha annullato l'ordinanza per carenza di motivazione. Il punto centrale riguarda l'assenza di una spiegazione adeguata sul periculum in mora e sul principio di proporzionalità. I giudici di merito non hanno chiarito perché il vincolo fosse indispensabile e se esistessero misure meno gravose per garantire le finalità della giustizia.
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Appropriazione indebita liquidatore: la condanna civile
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità civile di un liquidatore per appropriazione indebita, nonostante la prescrizione del reato. La sentenza chiarisce che una serie di operazioni gestionali, apparentemente legittime ma sistematicamente dannose per la società, configurano una spoliazione del patrimonio e non un'attività discrezionale. Il liquidatore è quindi tenuto al risarcimento del danno causato da incarichi esterni sproporzionati, investimenti svantaggiosi e autoliquidazione di compensi eccessivi.
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Competenza per riciclaggio: il primo atto decide il foro
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza per riciclaggio tra due tribunali, stabilendo un principio chiaro. La competenza territoriale si radica nel luogo dove avviene il primo atto concreto di trasferimento o reimpiego dei proventi illeciti, e non dove si compiono eventuali atti preparatori. La decisione si fonda sull'identificazione del reato più grave tra quelli contestati e sulla localizzazione della sua consumazione iniziale, confermando la giurisdizione del tribunale dove era avvenuta la prima cessione del bene di provenienza delittuosa.
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