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Art. 2621 Codice Civile — Sezione Prima Penale

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Falso in Bilancio e Infedeltà Patrimoniale: Sequestro Preventivo Confermato
La Cassazione ha esaminato il ricorso di un Amministratore contro il sequestro preventivo dei beni di una Società. L'Amministratore era accusato di falso in bilancio e infedeltà patrimoniale. Non aveva inserito crediti significativi nei bilanci e aveva ceduto un ramo d'azienda a un prezzo molto basso a una società della moglie, agendo in conflitto di interessi. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando il sequestro preventivo. Ha stabilito che l'emissione del decreto di rinvio a giudizio rende irrilevanti le contestazioni sul "fumus commissi delicti" (la probabilità del reato). La Corte ha anche respinto le eccezioni sulla competenza territoriale e sul pericolo di reiterazione dei reati.
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Sequestro preventivo quote societarie: legittimo lo stop ai beni
La controversia nasce dallo svuotamento patrimoniale di una società operante nel settore socio-sanitario, attuato attraverso l'omessa indicazione in bilancio di crediti milionari e la cessione a prezzo svilito di un ramo d'azienda a favore di un'altra compagine riconducibile ai familiari dell'amministratore, a danno dei soci di minoranza. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo quote societarie e dei rami aziendali trasferiti per prevenire ulteriori distrazioni di beni. La rappresentante della società terza interessata ha impugnato il vincolo cautelare contestando la competenza territoriale, il fondamento delle accuse e il pericolo di reiterazione. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la legittimità del sequestro, chiarendo che il rinvio a giudizio impedisce di contestare gli indizi di reato e che la misura serve a neutralizzare la gestione illecita del patrimonio sociale.
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Sequestro preventivo di quote societarie tra falso e distrazione
L'amministratore di una struttura sanitaria ha omesso di registrare nel bilancio crediti regionali per un milione e mezzo di euro. Successivamente, l'uomo ha ceduto il ramo d'azienda a una seconda società appartenente alla moglie a un prezzo irrisorio, estromettendo i soci di minoranza. Il giudice ha quindi disposto il sequestro preventivo di quote societarie e dei rami aziendali per i reati di falso in bilancio e infedeltà patrimoniale. Un terzo acquirente ha impugnato il provvedimento sostenendo la carenza di indizi e la propria estraneità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il rinvio a giudizio certifica già gli indizi del reato e che il blocco cautelare tutela il patrimonio societario da ulteriori manovre illecite di svuotamento.
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