LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2558 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 2 di 3

Altri anni per Art. 2558 Codice Civile

Appello incidentale: quando è obbligatorio per non perdere
La Corte di Cassazione chiarisce che la parte, pur vittoriosa nel merito in primo grado, deve proporre appello incidentale per contestare il rigetto di una sua eccezione. In caso contrario, sulla questione si forma un giudicato interno che impedisce al giudice d'appello di riesaminarla. Il caso riguardava la presunta nullità di una cessione di ramo d'azienda, eccezione rigettata in primo grado ma erroneamente accolta in appello senza un'impugnazione incidentale.
Continua »
Prescrizione e Conto Corrente: la Cassazione decide
Una banca era stata condannata a rimborsare oltre 160.000 euro per addebiti illegittimi su un conto corrente. La banca ha fatto ricorso in Cassazione sollevando, tra gli altri motivi, l'eccezione di prescrizione. La Suprema Corte ha accolto il motivo relativo alla prescrizione, chiarendo che per i versamenti con funzione di pagamento (rimesse solutorie), il termine decennale non decorre dalla chiusura del conto, ma da ogni singolo versamento. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Cancellazione società: i crediti passano ai soci
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cancellazione di una società dal registro delle imprese non comporta l'estinzione automatica dei suoi crediti. Si verifica un fenomeno successorio in cui i crediti si trasferiscono ai soci. Spetta al debitore dimostrare un'eventuale, inequivocabile rinuncia al credito da parte della società, non potendosi questa desumere dalla sola cancellazione volontaria.
Continua »
Cessione d’azienda: obblighi e contratti immobiliari
La Corte di Cassazione stabilisce che in caso di cessione d'azienda, la società acquirente subentra automaticamente nei contratti preliminari di vendita stipulati dalla cedente, anche se non esplicitamente menzionati. Di conseguenza, è tenuta a rimborsare gli acconti versati dagli acquirenti in caso di inadempimento della società originaria. La qualifica del contratto come 'd'azienda' è fondamentale per l'applicazione di questo principio.
Continua »
Responsabilità solidale ATI: la Cassazione decide
Un'impresa subappaltatrice, non pagata per lavori eseguiti, ha citato in giudizio la società cessionaria del ramo d'azienda di una delle imprese originali di un'ATI. La Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità della cessionaria. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione sulla responsabilità solidale ATI in caso di cessione, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione di principio, senza ancora risolvere la controversia nel merito.
Continua »
Onere della prova fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio di una S.N.C. contro la dichiarazione di fallimento della società. Il punto centrale è l'onere della prova fallimento: la Corte ha ribadito che spetta al debitore dimostrare, tramite scritture contabili, di essere al di sotto delle soglie di fallibilità. In assenza di tale prova, il ricorso non può essere accolto e la valutazione del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Cancellazione società: la rinuncia tacita ai crediti
Una società, dopo aver ottenuto un'ordinanza di pagamento contro una banca, viene cancellata dal registro delle imprese. I giudici di merito interpretano tale atto come una rinuncia tacita al credito. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema della cancellazione società e la sorte dei crediti non liquidati, ha sospeso la decisione e rinviato la causa, in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite per fare chiarezza definitiva sulla questione.
Continua »
Errore di fatto: quando non revoca la Cassazione
Una società ha chiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto. L'errore riguardava la presunta mancata considerazione di un documento che, a dire della società, provava la conoscenza anticipata di una cessione d'azienda da parte di un istituto di credito. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto revocatorio deve essere una pura svista percettiva e non un'errata valutazione giuridica delle prove. Nel caso specifico, la decisione si fondava sull'accordo tra le parti che legava l'efficacia del trasferimento alla sua iscrizione nel registro delle imprese, rendendo irrilevante una conoscenza precedente e informale da parte della banca.
Continua »
Cessione azienda bancaria: chi paga i debiti?
Una società ha citato in giudizio il proprio istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente percepite su un conto corrente, poi estinto. Successivamente, la banca è stata posta in liquidazione e un'altra banca ha acquisito un suo ramo d'azienda. La Corte d'Appello ha negato la responsabilità della banca acquirente, sostenendo che il rapporto, essendo già estinto al momento della cessione azienda bancaria, non rientrava nel perimetro delle passività trasferite. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha rinviato la decisione per trattare la questione insieme ad altri casi analoghi, data la sua rilevanza.
Continua »
Cessione passività bancarie: la Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione su un caso riguardante la cessione passività bancarie. La questione centrale è se un istituto di credito acquirente debba rispondere dei debiti (nella specie, per anatocismo) di una banca in liquidazione relativi a un conto corrente estinto prima della cessione. Data la complessità delle norme speciali e la loro interazione con il diritto comune, la Corte ha ritenuto opportuno un esame tematico congiunto ad altri casi simili.
Continua »
Trasformazione ditta individuale: la Cassazione chiarisce
Un imprenditore ha trasferito la sua ditta individuale in una nuova S.r.l., credendo che questa operazione di trasformazione ditta individuale lo liberasse dai debiti pregressi. Un creditore ha agito per il recupero del suo credito. La Corte di Cassazione ha stabilito che non si tratta di una 'trasformazione' giuridica, bensì di una 'cessione d'azienda'. Di conseguenza, senza il consenso esplicito dei creditori, l'imprenditore originario rimane personalmente responsabile per i debiti sorti prima del trasferimento.
Continua »
Credito appalto pubblico: quando nasce il diritto?
Una società costruttrice, dopo aver eseguito lavori per un ente pubblico e successivamente affittato il ramo d'azienda, ha citato l'ente per il pagamento. L'ente aveva pagato la società affittuaria, ritenendola la nuova titolare del credito. La Corte di Cassazione ha stabilito che negli appalti pubblici, il credito per gli acconti non sorge con la mera esecuzione dei lavori, ma solo con l'emissione dello Stato di Avanzamento Lavori (SAL). Poiché il SAL è stato emesso dopo il contratto di affitto, il pagamento all'affittuaria è stato ritenuto corretto, respingendo il ricorso della società originaria. La sentenza chiarisce la natura costitutiva del SAL per la nascita del credito appalto pubblico.
Continua »
Trasferimento d’azienda: quando scatta il recesso?
In un caso di trasferimento d'azienda con efficacia differita, la Corte di Cassazione affronta la complessa questione del termine per il recesso del terzo contraente (una banca). A fronte di una comunicazione anticipata del trasferimento, la Corte non decide nel merito ma, data l'assenza di precedenti, rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire se il termine decorra dalla comunicazione o dalla data di efficacia del trasferimento.
Continua »
Cessione contenzioso bancario: i rapporti estinti
Una società in amministrazione straordinaria ha citato in giudizio una banca, successivamente posta in liquidazione coatta amministrativa. Le attività e passività della banca sono state trasferite a un grande gruppo bancario. La questione centrale era se la causa, relativa a un rapporto contrattuale già concluso, fosse inclusa nel trasferimento. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni precedenti, ha stabilito che la cessione del contenzioso bancario non comprende le liti su rapporti estinti. La motivazione si basa sull'interpretazione degli accordi di cessione, che escludevano le passività non funzionali alla continuità dell'impresa acquirente. Di conseguenza, quest'ultima è stata ritenuta priva di legittimazione passiva.
Continua »
Cessione rapporti estinti: chi risponde dei debiti?
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di cessione di un ramo d'azienda bancario, l'istituto cessionario non subentra automaticamente nelle controversie legali relative a rapporti già conclusi (estinti) prima della cessione. La Suprema Corte ha stabilito che la mera pendenza di una causa non è sufficiente per trasferire la passività. È invece decisivo quanto specificato nel contratto di cessione. Nel caso di specie, il contratto escludeva la cessione rapporti estinti, pertanto la banca cessionaria non è stata ritenuta passivamente legittimata. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva deciso diversamente, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Cessione Contenzioso Bancario: Limiti e Criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22724/2025, affronta un caso di responsabilità bancaria e chiarisce i criteri per la successione nei debiti in una cessione d'azienda. Nel caso di specie, gli eredi di un correntista avevano citato in giudizio un istituto di credito per operazioni distrattive. Durante il lungo iter processuale, l'istituto è stato posto in liquidazione e un ramo d'azienda è stato ceduto a una grande banca. La Corte ha stabilito che, ai fini del trasferimento di una passività derivante da una lite, non è sufficiente la mera pendenza del giudizio al momento della cessione. È necessario che il rapporto sottostante sia ancora esistente e funzionale all'attività d'impresa dell'acquirente, come specificato nel contratto di cessione. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva affermato la successione automatica della banca acquirente nel debito, rinviando la causa per un nuovo esame basato sulla corretta interpretazione del contratto di cessione contenzioso bancario.
Continua »
Cessione d’azienda bancaria: rapporti estinti
Una cliente aveva citato in giudizio un istituto di credito per presunte irregolarità su un conto corrente, già chiuso al momento dell'azione legale. Successivamente, l'istituto è stato posto in liquidazione e una parte dell'azienda è stata acquisita da un'altra banca. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una cessione d'azienda bancaria, l'acquirente non subentra automaticamente nelle controversie legali relative a rapporti contrattuali già terminati alla data della cessione. La mera pendenza di una lite non è sufficiente a trasferire la responsabilità, che dipende invece dal perimetro definito nel contratto di cessione.
Continua »
Cessione di azienda bancaria e debiti da liti pendenti
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della cessione di azienda bancaria. Il caso riguarda una risparmiatrice che aveva intentato causa contro una banca per un investimento in titoli di Stato esteri. Durante il processo, la banca è stata posta in liquidazione e la sua azienda ceduta a un altro istituto di credito. La Corte Suprema ha stabilito che la banca acquirente non è responsabile per i debiti derivanti da contenziosi su rapporti contrattuali già conclusi al momento della cessione. La responsabilità, quindi, non si trasferisce e rimane in capo all'istituto originario in liquidazione.
Continua »
Cessione banche venete: chi paga i debiti pregressi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22707/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo la cessione banche venete. In un caso riguardante un contenzioso tra un'azienda e un istituto di credito poi posto in liquidazione e ceduto a una grande banca, la Corte ha chiarito che l'acquirente non è responsabile per le passività derivanti da rapporti bancari già estinti al momento della cessione. La responsabilità per tali debiti, anche se oggetto di cause pendenti, rimane in capo alla procedura di liquidazione della banca originaria, in quanto non funzionali all'attività della banca cessionaria.
Continua »
Ammissione al passivo: interpretazione della domanda
Una società in amministrazione straordinaria si oppone allo stato passivo del fallimento di un'altra società, da cui aveva acquistato un ramo d'azienda, rivendicando la titolarità di alcuni conti correnti. Il tribunale interpreta la domanda di restituzione come una richiesta di ammissione al passivo per il credito corrispondente al saldo di un conto, accogliendola solo in parte. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso della società, poiché non ha contestato correttamente, secondo le rigide regole processuali, l'interpretazione della domanda fornita dal giudice di merito, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
Continua »