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Art. 2556 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 2556 Codice Civile

Contratto preliminare di compravendita: ditta contro società
Una promissaria acquirente sottoscriveva un contratto preliminare di compravendita con un imprenditore individuale per l'acquisto di un appartamento e di un box auto. Successivamente, l'acquirente citava in giudizio una società a responsabilità limitata per ottenere il trasferimento forzoso degli immobili, sostenendo che l'imprenditore ne fosse il legale rappresentante e che le due realtà coincidessero. La società eccepiva la propria estraneità all'accordo contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda dell'acquirente. La Suprema Corte ha ribadito che la persona fisica e la persona giuridica costituiscono soggetti di diritto distinti. Senza un formale atto scritto di cessione o conferimento, gli impegni assunti dall'imprenditore in proprio non vincolano la società.
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Vendita con riserva di proprietà: chi rivende prima perde tutto
L'Acquirente di un'azienda di ristorazione ha citato in giudizio la Società Cedente chiedendo la riduzione del prezzo per vizi degli impianti. La Società Cedente ha risposto chiedendo la risoluzione del contratto per grave inadempimento, poiché l'Acquirente aveva rivenduto l'attività a un terzo prima di aver saldato l'intero prezzo, violando la pattuita vendita con riserva di proprietà. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso dell'Acquirente. La Suprema Corte ha stabilito che la rivendita del bene a terzi senza il consenso del venditore originario e senza il trasferimento della riserva costituisce un inadempimento gravissimo, che rende impossibile la prosecuzione del rapporto contrattuale e supera di gran lunga i lievi difetti riscontrati sugli impianti.
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Cessione d’azienda: canna fumaria non a norma
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un contratto di cessione d'azienda avente ad oggetto un'attività di ristorazione. La non conformità della canna fumaria è stata ritenuta un inadempimento grave, poiché incide su una qualità essenziale per l'esercizio dell'attività. La responsabilità del venditore sussiste anche se l'acquirente ha effettuato sopralluoghi, in virtù del dovere di buona fede. Le successive modifiche apportate dall'acquirente non eliminano la gravità dell'inadempimento originario.
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Simulazione prezzo cessione azienda: la prova scritta
In un caso di simulazione prezzo cessione azienda, la Cassazione ha stabilito che gli assegni, emessi da un soggetto legato all'acquirente e per importi coerenti con un prezzo maggiore, possono costituire un 'principio di prova scritta'. Tale elemento consente di ricorrere a presunzioni per dimostrare l'accordo simulatorio, superando la presunzione che il contratto definitivo assorba il preliminare. La Corte d'Appello aveva errato nell'escludere a priori tale percorso probatorio.
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Successione legittima: calcolo quota e riduzione donazioni
In una causa di successione legittima tra fratelli, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sul calcolo delle quote. Una sorella agiva per ottenere la sua quota di eredità paterna, chiedendo la riduzione delle donazioni fatte ai fratelli. La Corte ha stabilito che la quota spettante all'erede legittimo (in questo caso, 2/9) deve essere calcolata sul patrimonio effettivamente lasciato dal defunto ('relictum') e non sulla somma di 'relictum' e donazioni ('donatum'). L'azione di riduzione interviene solo successivamente, se la quota intestata risulta inferiore alla quota di riserva (1/6), per integrare la differenza. La sentenza di merito, che aveva erroneamente applicato la frazione di 2/9 all'intero asse fittizio, è stata annullata con rinvio.
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