La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale a carico degli amministratori di una società fallita. Essi avevano trasferito l'intero compendio mobiliare a una società polacca, per poi cedere la partecipazione a un prezzo irrisorio e non interamente corrisposto a un'altra entità estera a loro riconducibile. La Corte ha ritenuto l'operazione una distrazione di beni ai danni dei creditori, respingendo la tesi difensiva di una legittima cessione di ramo d'azienda, data l'incongruità del prezzo e la finalità di svuotare la società italiana.
Continua »