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Art. 2497 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 2497 Codice Civile

Postergazione finanziamenti soci: quando si applica?
Una società creditrice, cessionaria di un finanziamento erogato da una capogruppo alla sua controllata poi fallita, ha contestato la subordinazione del proprio credito. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la postergazione finanziamenti soci si applica a ogni forma di finanziamento proveniente da chi esercita direzione e coordinamento e che, per beneficiare delle deroghe temporanee, è necessaria una prova con data certa, non essendo sufficienti le date valuta degli estratti conto.
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Responsabilità solidale consorzio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di un consorzio, partecipante a una gara d'appalto in Associazione Temporanea di Imprese (ATI), per i debiti contratti da una sua cooperativa consorziata verso un'impresa subappaltatrice. La decisione si fonda sull'applicazione della normativa speciale in materia di appalti pubblici (art. 37, D.Lgs. 163/2006), che istituisce un regime di tutela rafforzata per i subappaltatori, derogando ai principi generali del codice civile. Secondo la Corte, la partecipazione congiunta alla gara tramite ATI è l'elemento che estende la responsabilità all'intera compagine, consorzio incluso.
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Responsabilità solidale appalti: la consorziata paga?
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di una società cooperativa, membro di un consorzio partecipante a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), per i debiti contratti da una società consortile esecutrice verso un subappaltatore. La decisione si fonda sulla normativa speciale in materia di appalti pubblici (L. 109/1994), che prevale sulla disciplina generale del codice civile. La Corte ha stabilito che la partecipazione a una gara d'appalto in forma associata estende la responsabilità solidale appalti a tutte le imprese coinvolte per tutelare i terzi creditori, come i subappaltatori.
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Supersocietà di fatto: la Cassazione e il fallimento
La Cassazione conferma il fallimento esteso al socio di una Srl, ritenendo provata l'esistenza di una supersocietà di fatto sulla base di nuovi elementi. Viene escluso il principio del ne bis in idem rispetto a una precedente decisione di revoca, poiché il rigetto di un'istanza di fallimento non crea un giudicato tombale.
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Scissione societaria: la responsabilità ambientale
Una società beneficiaria di una scissione è ritenuta solidalmente responsabile per il danno ambientale causato dalla società scissa prima dell'operazione. La Cassazione, applicando l'art. 2506-bis c.c. e il diritto UE, conferma che la responsabilità ambientale si estende anche a passività non ancora quantificate al momento della scissione, pur essendo limitata al valore del patrimonio netto trasferito. Tuttavia, censura l'uso di un 'deposito fruttifero' come metodo di liquidazione del danno, rinviando la causa per una nuova quantificazione.
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Supersocietà di fatto: l’abuso non esclude il fallimento
Un tribunale dichiara il fallimento di una supersocietà di fatto tra due società e alcuni soci. La Corte d'Appello revoca la decisione, ritenendola un caso di abuso da parte di una holding di fatto. La Cassazione cassa la sentenza d'appello, stabilendo che l'abuso di una società a vantaggio di un'altra non esclude a priori l'esistenza di una supersocietà di fatto, se c'è un'attività economica comune. Il caso è rinviato per una nuova valutazione.
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Postergazione finanziamenti: stop dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che confermava la postergazione finanziamenti erogati da società 'sorelle' a un'altra poi fallita. Il Tribunale aveva erroneamente considerato 'domanda nuova' l'invocazione della norma emergenziale Covid (Decreto Liquidità) che sospendeva tale subordinazione. La Cassazione ha chiarito che il giudice deve applicare d'ufficio la legge vigente (principio 'iura novit curia'), rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Abuso di direzione: onere della prova e controllo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare per un presunto abuso di direzione e coordinamento. La sentenza chiarisce che spetta a chi agisce in giudizio dimostrare i presupposti del controllo societario per poter invocare la responsabilità della capogruppo, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto la domanda per mancanza di prove.
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Responsabilità solidale: prescrizione e titoli diversi
In un caso di responsabilità solidale per la sottrazione di beni in deposito, la Corte di Cassazione ha stabilito che a ciascun coobbligato si applica il proprio termine di prescrizione, a seconda che la sua responsabilità sia di natura contrattuale (decennale) o extracontrattuale (quinquennale). La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente applicato a entrambi i responsabili l'unico termine previsto per l'illecito penale. Resta fermo che gli atti interruttivi della prescrizione verso uno dei debitori hanno effetto su tutti.
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