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Art. 2478-bis Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 2478-bis Codice Civile

Utili Extracontabili: L’ex Socio non risponde se cede la quota
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sull'imputazione utili extracontabili per i soci di società a ristretta base sociale. L'Amministrazione Finanziaria aveva accertato maggiori redditi IRPEF a carico di un ex socio, relativi a utili non dichiarati dalla società. L'ex socio aveva ceduto la sua quota prima della fine dell'anno fiscale. La Suprema Corte ha stabilito che gli utili extracontabili si attribuiscono solo a chi era socio alla chiusura dell'esercizio, non a chi ha ceduto la quota in corso d'anno. Ha confermato, invece, la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento in presenza di reati tributari, anche se non ancora accertati in concreto. L'ex socio ha vinto sulla questione dell'imputazione.
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Accertamento induttivo: la Cassazione sui poteri del Fisco
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e della sua socia contro un accertamento induttivo emesso a seguito dell'omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali. La sentenza conferma che, in tali casi, l'Amministrazione Finanziaria ha ampi poteri di ricostruzione del reddito basati anche su presunzioni. La Corte ha inoltre ribadito la validità della delega di firma per gli avvisi di accertamento e la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extra-bilancio ai soci.
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Presunzione distribuzione utili: quando il socio risponde
La Corte di Cassazione chiarisce che la presunzione di distribuzione utili in una società a ristretta base opera anche nei confronti del socio che ha ceduto le quote prima dell'approvazione del bilancio. Per vincere la presunzione, il socio deve dimostrare la sua completa estraneità alla gestione sociale nel periodo in cui gli utili sono stati realizzati, non essendo sufficiente la mera fuoriuscita dalla compagine sociale.
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Imposta di donazione: no alla sostanza economica
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento che applicava l'imposta di donazione a un'operazione di aumento di capitale con riserva sovrapprezzo. La Corte ha stabilito che, ai fini fiscali, rileva l'interpretazione basata sugli effetti giuridici dell'atto registrato e non sulla sua sostanza economica. La creazione di una riserva sovrapprezzo è uno strumento legittimo che incrementa il patrimonio della società conferitaria e non costituisce un arricchimento diretto e immediato per il socio preesistente, escludendo così l'applicazione dell'imposta di donazione.
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