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Art. 240 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 240 Codice di Procedura Penale

Misure cautelari: Trasporto droga e validità degli indizi
Un individuo è stato arrestato per il trasporto di quasi 800 grammi di cocaina, occultata in un veicolo diretto in Sicilia. Il Tribunale del Riesame ha confermato le misure cautelari in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e un concreto pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. La difesa ha contestato l'uso di un documento anonimo trovato con la droga e l'attualità delle esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che le modalità del trasporto e la quantità di droga indicavano un'attività organizzata, non occasionale. La Corte ha chiarito che il documento anonimo era utilizzabile come fatto storico. Le misure cautelari sono state ritenute valide e proporzionate.
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Prove digitali estere: la Cassazione sulla SKY ECC
Un individuo, indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ricorre in Cassazione contro l'ordinanza di custodia cautelare basata su prove digitali estere. Tali prove consistono in messaggi scambiati su una piattaforma di comunicazione criptata, acquisiti dalle autorità francesi e trasmessi all'Italia tramite un Ordine di Indagine Europeo (OEI). La difesa ne contestava l'utilizzabilità per violazioni procedurali, tra cui la mancata verifica del processo di decriptazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando la piena validità di tali prove. Ha chiarito che i messaggi già archiviati su server costituiscono dati informatici (prova documentale) e non flussi di comunicazione da intercettare. La procedura si fonda sul principio del mutuo riconoscimento, che impone fiducia nella legittimità degli atti compiuti dall'autorità estera, il cui operato non è sindacabile dal giudice italiano se non per violazione dei principi fondamentali.
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Ricorso patteggiamento: limiti e motivi ammissibili
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento non può più basarsi sulla mancata assoluzione ex art. 129 c.p.p. Inoltre, la Corte conferma la legittimità della confisca del denaro considerato profitto del reato, rigettando le doglianze del ricorrente come manifestamente infondate.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". La Corte ribadisce che tale accordo processuale limita drasticamente le possibilità di impugnazione, ammettendole solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo o per l'applicazione di una pena illegale, e non per contestare la valutazione del giudice su pene accessorie o confische.
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Confisca bene terzo estraneo: quale rimedio?
La Corte di Cassazione, con la sentenza del 11/06/2025, affronta due distinti ricorsi. Dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la misura della pena patteggiata, ribadendo i rigidi limiti di impugnazione. Accoglie invece il tema della confisca bene terzo estraneo, riqualificando il ricorso del proprietario di un'auto come appello cautelare e indicando nel Tribunale del Riesame la sede corretta per far valere le proprie ragioni prima che la sentenza diventi definitiva.
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