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Art. 24 d.lgs. n. 546 del 1992

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Accertamento sintetico: nuove prove in appello
La Cassazione ha annullato una sentenza che ammetteva nuove prove in appello in un caso di accertamento sintetico. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato un reddito maggiore a un contribuente basandosi su indici di ricchezza. In appello, il contribuente ha introdotto un finanziamento per giustificare la spesa, ma la Corte ha ritenuto tale introduzione una 'domanda nuova' inammissibile, ribadendo i rigidi limiti probatori a carico del contribuente in materia di accertamento sintetico.
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Accertamento induttivo e prova digitale: il caso in esame
Una società del settore pneumatici viene sottoposta ad accertamento induttivo per contabilità parallela e fatture soggettivamente inesistenti. La Commissione Tributaria Regionale annulla l'atto, contestando le modalità di acquisizione della prova digitale e la mancata prova della malafede per la frode IVA. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, sospende la decisione in attesa del pronunciamento delle Sezioni Unite sull'efficacia della sentenza penale di assoluzione del legale rappresentante nel processo tributario. La questione centrale è l'affidabilità della prova digitale e il rapporto tra giudizio penale e tributario.
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Plusvalenze terreni: quando scatta l’obbligo fiscale?
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla tassazione di una plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, ai fini fiscali, la plusvalenza è tassabile se il terreno è classificato come edificabile dal piano urbanistico comunale, anche senza approvazione regionale o piani attuativi. La Corte ha inoltre confermato che i motivi di impugnazione non presentati nel ricorso iniziale sono inammissibili, anche se basati su successive sentenze della Corte Costituzionale.
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Omessa pronuncia: quando il giudice deve decidere
Un contribuente si è opposto a un'intimazione di pagamento, chiedendo l'estinzione del debito per una specifica causa prevista dalla legge. La Corte d'Appello ha ignorato completamente questo specifico motivo di ricorso, confermando la decisione di primo grado su altre basi. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per vizio di omessa pronuncia, stabilendo che il giudice d'appello ha l'obbligo di esaminare e decidere su ogni singolo motivo di gravame sollevato, non potendolo ignorare o considerare implicitamente respinto.
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Motivazione accertamento catastale: la Cassazione decide
Una società ha contestato l'aumento della rendita catastale dei suoi immobili per carente motivazione dell'accertamento catastale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in una procedura DOCFA, se l'ente impositore si limita a rivalutare i dati forniti dal contribuente senza contestare gli elementi di fatto, è sufficiente una motivazione sintetica. Inoltre, ha confermato che le contestazioni sui criteri di stima, se non sollevate in primo grado, costituiscono domanda nuova e sono inammissibili in appello.
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Delega di firma avviso: nullità e onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado per omessa pronuncia in un caso riguardante un avviso di accertamento. La corte d'appello aveva erroneamente fondato la sua decisione su una delega di firma e su soggetti estranei al caso concreto, non esaminando le specifiche contestazioni del contribuente. La Suprema Corte ha ribadito che, in caso di contestazione sulla validità della delega di firma, l'onere della prova spetta all'Amministrazione Finanziaria e il giudice ha il dovere di esaminare i fatti e i documenti specifici del procedimento.
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