La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14096/2025, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la revoca dell'aggravante del metodo mafioso. La Corte ha ribadito che tale aggravante ha natura oggettiva e non richiede la prova dell'esistenza di un'associazione mafiosa, essendo sufficiente che la violenza o la minaccia assumano la tipica veste mafiosa. Inoltre, ha sottolineato che l'impugnazione straordinaria della revisione non è ammissibile per ottenere solo una riduzione della pena, ma mira al proscioglimento, tutelando così il principio di intangibilità del giudicato.
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