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Art. 234 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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Altri anni per Art. 234 Codice di Procedura Penale

Acquisizione prove digitali: chat criptate valide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti sulla base di prove digitali provenienti da una piattaforma di chat criptata. La difesa ne contestava l'utilizzabilità, ma la Corte ha stabilito che l'acquisizione di messaggi già archiviati su server esteri, ottenuta tramite Ordine Europeo di Indagine, non costituisce intercettazione, bensì sequestro di documenti (corrispondenza). Viene così confermata la validità di questa forma di acquisizione prove digitali, nel rispetto del principio di mutuo riconoscimento tra Stati UE.
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Bancarotta fraudolenta: la prova e il dolo dell’extraneus
In un complesso caso di bancarotta fraudolenta, la Corte di Cassazione affronta i temi della prova del ruolo di amministratore di fatto, del dolo del concorrente esterno (extraneus) e dei vizi di motivazione della sentenza. La Corte ha parzialmente annullato la condanna, ribadendo che la qualifica di amministratore di fatto si può desumere da prove testimoniali convergenti, ma ha censurato la sentenza d'appello per non aver adeguatamente motivato su una specifica operazione contabile e sull'applicazione della recidiva. Per gli ex sindaci, invece, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione.
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Sequestro preventivo: nuovi elementi e ne bis in idem
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo per reati tributari, confermando la legittimità di una seconda misura cautelare basata su un nuovo calcolo del profitto illecito. La sentenza chiarisce che un verbale di constatazione fiscale, redatto successivamente al primo sequestro, costituisce un 'elemento nuovo' idoneo a superare il principio del 'ne bis in idem' cautelare. La Corte ha inoltre ribadito che il sequestro per equivalente sui beni degli amministratori è possibile quando il patrimonio della società risulta insufficiente.
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Revisione del giudicato: limiti delle nuove prove
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revisione di una condanna definitiva per concorso in omicidio. La sentenza chiarisce i rigorosi criteri per la valutazione delle nuove prove, che devono avere una forza demolitoria del quadro probatorio esistente e non limitarsi a creare dubbi generici. Il caso in esame, relativo a un'istanza di revisione del giudicato, sottolinea come le testimonianze tardive di familiari o le dichiarazioni non pienamente incompatibili di altri soggetti non siano sufficienti a riaprire un processo concluso.
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Sequestro preventivo e fumus: limiti del ricorso
Un professionista ricorre in Cassazione contro un sequestro preventivo disposto per il reato di dichiarazione infedele. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo sindacato è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi al merito della valutazione del 'fumus commissi delicti' e del 'periculum in mora'. La sentenza sottolinea come l'occultamento di ingenti somme di denaro contante sia un valido indicatore del rischio di dispersione dei beni.
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Motivazione rafforzata: annullare un’assoluzione
Un imputato, assolto in primo grado per un reato di spaccio, viene condannato in appello. La Corte di Cassazione annulla la condanna perché la Corte d'Appello non ha fornito una "motivazione rafforzata", ovvero una giustificazione particolarmente solida e completa, per superare le ragioni dell'assoluzione, soprattutto riguardo alla libera accessibilità del luogo dove è stata trovata la droga.
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